I cortei del 25 aprile tra Roma e Milano
In occasione dell’81esimo anniversario della Liberazione dal nazismo e dal fascismo ci sono state le consuete celebrazioni, manifestazioni e commemorazioni in tutta Italia. Nelle maggiori città sono stati organizzati grossi cortei. A Roma c’è stata la tradizionale cerimonia all’Altare della Patria, a cui hanno partecipato anche le più alte cariche dello Stato: alle 9, come ogni anno, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha deposto una corona di alloro all’Altare della Patria. Con lui c’erano la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, i presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e altri esponenti del governo. C’era anche il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. A Milano è stato organizzato un corteo da Porta Venezia a Piazza Duomo, dove sono stati fatti vari interventi istituzionali; a Bologna c’è stato un concerto dei Modena City Ramblers in piazza del Nettuno, dove c’è lo storico memoriale della Resistenza, oltre alle tradizionali feste di quartiere al Pratello e alla Bolognina.
Le manifestazioni sono state pacifiche e partecipate, con alcuni episodi di tensione legati perlopiù a divergenze sui significati attribuiti alla festa della Liberazione. A Roma la polizia è intervenuta per fermare alcuni manifestanti che avevano aggredito i membri di un gruppo vicino ai Radicali che sfilava con alcune bandiere dell’Ucraina: i manifestanti li avevano picchiati e insultati, avevano strappato le loro bandiere e spruzzato loro addosso dello spray al peperoncino. Successivamente, due iscritti all’ANPI sono stati feriti da colpi di pistola ad aria compressa. Al momento non si sa chi abbia sparato, ma diversi giornali scrivono che sarebbe stato un uomo su una moto e con casco integrale, che si è fermato e ha sparato tre colpi. L’uomo e la donna non sono stati feriti in modo grave.
A Milano invece, dopo ore di tensione, la Brigata Ebraica è stata fatta uscire dal corteo dalla polizia in tenuta antisommossa. “Siete saponette mancate’, ‘viva Hitler’, ‘fuori i sionisti dal corteo’: contestazioni alla Brigata ebraica negli ultimi anni al corteo del 25 aprile a Milano non sono mancate, ma mai si era arrivati a impedire loro di sfilare come invece è avvenuto oggi quando, dopo uno stallo di oltre due ore, sono stati fatti uscire dal corteo. “Siamo stati cacciati dalla Polizia, è un fatto grave e ne parleremo”, ha commentato a caldo il direttore del museo della Brigata ebraica Paolo Romano. Quando il segmento della Brigata, insieme a dissidenti iraniani e ucraini, a una delegazione di giovani di Fi e ai ragazzi di Hashomer Hatzair, gli scout israeliani, è arrivato all’incrocio fra corso Venezia e via Senato e si è trovato davanti un muro di contestatori, non centri sociali o gruppi organizzati all’apparenza, le forze dell’ordine hanno chiesto loro di spostarsi e di uscire dal corteo.
“Siamo stati espulsi da una minoranza. Non era mai successo nei cinquant’anni da quando partecipo”, ha aggiunto Emanuele Fiano, esponente Pd e presidente di ‘Sinistra per Israele. Due popoli due Stati’ che nell’ufficio del questore ha anche parlato al telefono di questo “sentimento carsico di antisemitismo che si è risvegliato” con il capo della polizia Vittorio Pisani e con il ministro Matteo Piantedosi che sarà al Memoriale della Shoah martedì. “Devo dire che avevo espresso al prefetto e al questore la mia preoccupazione da tempo” ha osservato il sindaco Giuseppe Sala.




