Stefania Craxi è il nuovo capogruppo di Forza Italia al Senato
È ufficiale: Stefania Craxi guiderà il gruppo parlamentare di Forza Italia a Palazzo Madama. Figlia di Bettino Craxi — storico segretario del Partito Socialista Italiano ed ex presidente del Consiglio — raccoglie il testimone da Maurizio Gasparri, che ha scelto di farsi da parte come da lui dichiarato: «Ho deciso autonomamente di lasciare il mio incarico. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere e non solo sull’incarico che svolge, sa come gestire tempi e modalità in momenti complessi. Avanti con coerenza e guardando al futuro».
Dal piccolo schermo alla Fondazione Craxi
Nata a Milano il 25 ottobre 1960, laureata in relazioni estere, Stefania Craxi non è approdata subito alla politica. La sua carriera è cominciata in televisione, dove ha lavorato come segretaria di produzione per programmi come W le donne e Miss Italia. Nel 1986 ha fondato la Italiana Produzioni Audiovisive, società che nel tempo ha cambiato nome — prima in Aran, poi in Endemol — diventando un riferimento nel panorama televisivo italiano.
La svolta arriva nel 2000, con la morte del padre. Stefania Craxi lascia il mondo dello spettacolo e abbraccia la militanza politica a tempo pieno, dando vita alla Fondazione Craxi con l’obiettivo di preservare e valorizzare la memoria e l’eredità politica del socialismo italiano.
La carriera politica: dalla Camera al Senato
L’esordio nelle istituzioni risale al 2006, quando viene eletta deputata alla Camera con Forza Italia, mandato che rinnova fino al 2013. Nel 2008, con la nascita del Governo Berlusconi IV, riceve la nomina a sottosegretario di Stato agli Affari Esteri, incarico che mantiene fino al 2011.
È in quegli anni che la politica estera diventa il suo campo d’elezione. La sua linea non lascia margini di ambiguità: atlantismo convinto, europeismo critico e una marcata attenzione al bacino mediterraneo, in linea con quella “dottrina Craxi” che immaginava l’Italia protagonista nelle aree di crisi ai propri confini geografici e strategici.
Nel 2018 il passaggio al Senato, sempre nelle fila di Forza Italia. Qui entra nella Commissione Affari Esteri e Difesa, di cui diventa vicepresidente e, nel 2022, presidente. Un ruolo di primo piano assunto in una fase tutt’altro che ordinaria: i conflitti in Ucraina e in Medio Oriente avevano riportato la geopolitica al centro dell’agenda politica europea e italiana, rendendo quella presidenza un osservatorio privilegiato — e un banco di prova — sulle grandi questioni di sicurezza internazionale.
Le prime parole da capogruppo
Dopo l’elezione, Stefania Craxi ha ringraziato i colleghi: «Sento certamente il peso della responsabilità, ma affronterò questo nuovo capitolo della mia vita politica con impegno ed entusiasmo. So di poter contare sul contributo di ogni collega, e insieme lavoreremo come squadra, come comunità che si nutre di saldi principi morali oltre che politici».
Un ringraziamento esplicito è andato al segretario del partito Antonio Tajani, «che con la sua leadership ha accompagnato questo avvicendamento senza fare mai mancare il suo apporto determinante», e al predecessore Gasparri, citato per «il lavoro fin qui svolto con competenza e passione».
Con questa nomina, Stefania Craxi si posiziona come figura di cerniera tra la tradizione socialista e la struttura attuale del centrodestra, chiamata a gestire dossier sensibili per la maggioranza in un Senato che, più che mai, si trova a dover rispondere alle sfide di un quadro internazionale in rapido mutamento.




