Caso Cancellato: rescisso il contratto tra Paragon e il governo italiano
È giunta dal Copasir la notizia della rescissione del contratto tra l’azienda israeliana Paragon Solutions e il governo italiano, in seguito alla vicenda legata al giornalista e direttore di Fanpage.it, Francesco Cancellato. Quest’ultimo sarebbe stato intercettato dallo spyware Graphite (sviluppato da Paragon), insieme ad altri giornalisti e attivisti, tra gennaio e febbraio 2025. La prova? Un messaggio ricevuto da Whatsapp.
Il caso Cancellato: quale verità?
Si sa ancora poco sulla vicenda Cancellato: da un lato vi è la prova “tecnica” del messaggio da Whatsapp – che conferma l’intercettazione – e dall’altro la negazione, da parte dei servizi segreti italiani, di qualsiasi coinvolgimento. E poi i rapporti con Paragon che si incrinano.
Lo scorso 14 febbraio, Aise e Aisi avevano infatti deciso di interrompere l’utilizzo dello spyware, in attesa di accertamenti del Comitato.
Ora, la recente fine del contratto. Secondo l’intelligence tuttavia “non vi è mai stata rescissione unilaterale a seguito di presunte condotte illegali delle Agenzie di intelligence italiane”.

La risposta di Paragon
Paragon Solutions ha precisato, in una nota, di aver messo a disposizione “un modo per determinare se il suo sistema fosse stato utilizzato contro il giornalista in violazione della legge italiana e dei termini contrattuali”. Le autorità italiane avrebbero poi scelto di non procedere con tale soluzione.
Ha poi aggiunto che “Paragon vende la sua tecnologia esclusivamente alle forze dell’ordine e alle agenzie di intelligence di Paesi democratici che hanno superato con successo il suo rigoroso processo di due diligence e verifica. A seguito delle segnalazioni riguardanti il giornalista Cancellato, Paragon ha disconnesso i suoi sistemi da tutti i clienti in Italia”.
Intelligence: “Proposta di Paragon inaccettabile”
L’intelligence ha dichiarato di aver “ritenuto non accettabile la proposta di Paragon di effettuare una verifica sui log di sistema delle piattaforme Graphite in uso ad Aise e Aisi, in quanto pratiche invasive, non verificabili nell’ampiezza, nei risultati e nel metodo e, pertanto, non conformi alle esigenze di sicurezza nazionale.
Ove tali verifiche fossero state realizzate da un soggetto privato e straniero, avrebbero severamente compromesso la reputazione delle Agenzie italiane nella comunità intelligence internazionale ed esposto dati per loro natura riservati”.
Il Copasir ha espresso il proprio “stupore per le dichiarazioni di Paragon” e si è dichiarato “pronto a desecretare i contenuti dell’audizione dei rappresentanti dell’azienda dello scorso 9 aprile per dimostrare la correttezza del proprio operato”.




