Roma 7 giugno: sinistra “in piazza contro il massacro”
Sabato 7 giugno, Roma sarà teatro di una manifestazione nazionale per “fermare il massacro del popolo palestinese”. Elly Schlein, Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli scenderanno in Piazza San Giovanni a Roma, per chiedere un cessate il fuoco immediato a Gaza e un impegno più deciso dell’Europa per la pace.
«Facciamo appello a tutte e tutti coloro che sentono come insopportabile quello che sta succedendo: mobilitiamoci insieme per fermare il massacro e i crimini del governo Netanyahu a Gaza». Con queste parole, una parte significativa della sinistra italiana ha deciso di rivolgersi al Paese, lanciando un appello per una mobilitazione collettiva. Il corteo partirà da Piazza Vittorio e si dirigerà verso la piazza delle grandi manifestazioni: Piazza San Giovanni. Qui si terranno interventi pubblici e momenti di riflessione.
Il programma che ha generato una frattura
Il programma dell’evento di piazza ha creato divisioni all’interno del centrosinistra. «La piattaforma è quella della mozione unitaria, presentata e votata in Parlamento» da Pd, M5S e Avs, ha chiarito Elly Schlein, escludendo qualsiasi possibilità di integrazione delle richieste avanzate da Renzi e Calenda. Di fronte al rigetto i due, da tempo in disaccordo, hanno deciso di non partecipare alla manifestazione e di organizzare un evento autonomo in controtendenza.
Nel testo della mozione, Pd, M5S e Avs chiedono al governo Meloni di prendere una posizione chiara e decisa sulla situazione nella Striscia di Gaza. Tra le richieste più significative, quella di adottare sanzioni nei confronti di Israele e di sospendere immediatamente l’importazione di armi provenienti da Tel Aviv. Inoltre, viene sollecitato il riconoscimento dello Stato di Palestina entro i confini del 1967, come previsto dal diritto internazionale.
I possibili ospiti
I quattro segretari stanno ancora lavorando alla scaletta e selezionando con cura gli ospiti da invitare. Pare che Francesca Albanese, relatrice ONU sulla Palestina, e il regista Moni Ovadia non saranno presenti. Secondo alcune fonti, la segretaria del Partito Democratico nutre particolare preoccupazione affinché la manifestazione non assuma un carattere apertamente anti-israeliano, preferendo invece che le critiche si concentrino esclusivamente sulle politiche del governo Netanyahu.
Appello al governo Meloni
L’intenzione è chiara: lanciare un messaggio al governo Meloni. “È una vergogna per la tradizione diplomatica di questo Paese” ha detto la segrataria del PD puntando il dito verso la premier, ribadendo poi, che la manifestazione serve “per tentare di fermare questo massacro, per fermare questi crimini orrendi”. A queste parole si aggiunge l’appello di Giuseppe Conte. Nei suoi discorsi, il leader del partito pentastellato, si rivolge a “tutte le persone che ritengono che a Gaza si stia calpestando non solo il diritto internazionale o umanitario, ma anche i più elementari principi di umanità. Invitiamo tutti coloro che ritengono che questo sistematico sterminio debba terminare”.
La Sinistra è pronta, in questo week end di referendum, a tenere alta l’attenzione su di sé. Viene da domandarsi, in ultima analisi, se la data scelta sia o meno una mossa strategica. D’altro canto una manifestazione praticamente identica era già fissata da tempo per il 21 giugno a Porta San Paolo (sempre a Roma). Perché anticipare quella dei partiti al 7 giugno?
In ogni caso, la manifestazione si fa portatrice di istanze importanti e vuole trasformare la protesta in un segnale forte per la politica italiana ed europea. Sarà un’occasione per far sentire con forza la voce di chi chiede rispetto dei diritti umani, nella speranza che questo appello possa contribuire a cambiare realmente le dinamiche del conflitto.




