Elezioni amministrative da Nord a Sud, si rinnovano oltre 100 sindaci: a Genova stravince il campo largo
Si sono concluse le operazioni di voto per il primo turno delle elezioni amministrative che hanno coinvolto 126 comuni in tutta Italia, chiamando i cittadini ai seggi domenica 25 e lunedì 26 maggio. Tra le tante realtà locali chiamate a esprimersi spiccano tre capoluoghi di provincia – Ravenna, Taranto e Matera – e un capoluogo di regione, Genova.
Tirando le somme di questa prima tornata elettorale spicca subito la netta vittoria del centrosinistra a Ravenna e Genova: la coalizione progressistamette in banca il risultato senza neanche la necessità del ballottaggio.
Nel capoluogo ligure il trionfo è firmato dalla sindaca Silvia Salis, storico volto della città passato alla ribalta prima rappresentando l’Italia in più occasioni nel lancio del martello – la disciplina dell’atletica, onde evitare di confonderla con un’omonima collega – poi come vicepresidente del CONI e infine da oggi, neanche quarantenne, come prima cittadina. Moglie del regista Fausto Brizzi e figlia di uno storico militante del PCI, la Salis ha subito dedicato il risultato elettorale al padre.
La cordata di Genova, tirata da PD, M5S, AVS e terzopolisti di ogni genere, ha registrato oltre il 53% dei consensi, sconfiggendo sonoramente il candidato del centrodestra Pietro Piciocchi – che nell’ultima amministrazione era stato vicesindaco, e a seguito del trionfo di Bucci alle regionali era divenuto sindaco uscente – fermo a circa 10 lunghezze di distanza. Unico neo politico per gli autori della florida vittoria ligure è l’astensione di Beppe Grillo (ancora una volta) dal seggio della sua città di origine, simbolo di uno strappo che ormai sembra sempre più irricucibile dopo il parricidio di Conte.
Anche a Ravenna trionfa già al primo turno il candidato sostenuto da PD, AVS e M5S, Alessandro Barattoni, che sfiorando il 60% dei voti (con il PD al 40% tra le liste) sconfigge i suoi sei sfidanti, tra cui Alvaro Ancisi della Lega e Nicola Grandi, sostenuto invece da FdI e Forza Italia.
Navigando verso Sud invece si profila il secondo turno a Taranto e Matera, dove gli esiti di questi ultimi due giorni vedono tutto rimandato al ballottaggio in Puglia tra Piero Bitetti, sostenuto da PD e AVS, e Francesco Tacente, candidato civico di area Lega, mentre in Basilicata si sfideranno nel secondo turno il progressista Roberto Cifarelli e il conservatore Antonio Nicoletti.
In entrambi i capoluoghi occorre rilevare come la sinistra, azzoppata nel primo turno dal mancato appoggio del Movimento 5 Stelle, quasi sicuramente potrà attingere a un consistente bacino di voti che confluiranno su Cifarelli e Bitetti nel ballottaggio.
Nel resto d’Italia trionfa il centrodestra in Abruzzo con Sulmona e Ortona, così come in altri comuni minori della Liguria, a Rozzano e nel resto della provincia milanese. In Calabria il socialista Sandro Principe registra il 60% dei consensi a Rende, mentre ad Assisi passa il centrosinistra con Valter Stoppini.
L’affluenza di queste elezioni amministrative, attestata dal Ministero dell’Interno al 56,29%, è in linea con quella registrata nella scorsa tornata (al tempo fu 56,32%). Sembra lecito, almeno se ci si affida ai precedenti, attendersi un netto calo di questi dati per il turno di ballottaggio che si svolgerà l’8 e il 9 giugno, in concomitanza con i referendum sul lavoro e sulla cittadinanza. Chissà che lo scarso appeal del ballottaggio non finisca per danneggiare il raggiungimento del quorum richiesto dai quesiti referendari, o, perché no, che la possibilità di esprimersi direttamente su più temi tutti in una volta non porti finalmente a una nuova tornata elettorale consistentemente partecipata, che da troppo non si vede nella nostra democrazia ormai stanca di essere eccessivamente indiretta.
Si conclude dunque il primo – e in diversi casi unico – turno di queste elezioni amministrative, con un centrosinistra che dimostra di saper vincere, almeno se unito e nelle grandi città, mentre la destra – pur facendo i conti con qualche sgambetto interno e un paio di risultati al di sotto delle aspettative – si riconferma solida nelle realtà locali più piccole e “popolari”: ancora una volta emerge come le amministrative siano l’unica elezione ormai in grado di superare contemporaneamente la disillusione politica e l’ideologia partitica, portando i cittadini a votare per i loro rappresentanti più prossimi, e ponendo perciò l’attenzione proprio sul candidato più che sul simbolo della lista.




