La conferenza stampa di Giorgia Meloni: da Sala a Musk
Ieri si è tenuta la conferenza stampa di inizio anno della premier Giorgia Meloni, organizzata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti e dall’Associazione stampa parlamentare.
I temi emersi sono stati diversi, spaziando dal più vicino caso Cecilia Sala (rientrata in Italia mercoledì 8 gennaio) alle voci di corridoio su in ipotetico accordo tra l’Italia e SpaceX di Elon Musk, per garantire comunicazioni crittografate allo Stato.
Meloni su libertà di stampa e caso Sala
Negli ultimi tempi, si è parlato molto di libertà di stampa. L’ultimo disegno di legge in cantiere, sulla diffamazione a mezzo stampa, e il divieto per i giornalisti di riportare integralmente le ordinanze di custodia cautelare hanno generato non poche preoccupazioni a riguardo.
La premier Meloni ha dichiarato che tali provvedimenti non sono stati pensati per limitare il diritto di informare o essere informati. Ha ribadito inoltre il proprio rispetto nei confronti della presunzione di innocenza.
Per rimanere in tema di libertà di stampa, durante la conferenza non potevano mancare domande sul caso Cecilia Sala. La premier si è mostrata cauta, parlando di un’avvenuta “triangolazione diplomatica” tra Italia, Iran e Usa. Ha ricordato che in Iran sono presenti altri 500 italiani, aspetto che rende l’intero scenario ancora più delicato.
Relativamente al caso Abedini, sarebbe in atto un vaglio tecnico e politico del ministero della Giustizia: anche questa vicenda, ha spiegato la premier, va discussa con “gli amici americani”.
Su Italia e Usa
Sulle dicerie riguardo a un presunto contratto sulle telecomunicazioni tra il governo italiano e SpaceX, Meloni ha dichiarato di non aver mai parlato personalmente con Musk.
Premettendo che “l’Italia e l’Europa non sono arrivate in tempo a immaginare tecnologie pubbliche che fossero in grado mettere in sicurezza queste comunicazioni”, ha inoltre spiegato che non sarebbe la prima volta in cui l’Italia discute di affidare a un privato un servizio come quello delle comunicazioni. Ciò era già accaduto con il data center, affidato a Microsoft.
La premier ha poi dedotto che lo scalpore su Italia-SpaceX sia stato generato, in realtà, dalle “idee di Musk”.
Su questo punto, Meloni ha affermato che “Musk non è un pericolo per la democrazia” (lanciando poi invece una frecciatina all’imprenditore e filantropo George Soros, attaccato dalla destra globale) e ha chiarito che SpaceX ha semplicemente illustrato le proprie tecnologie (indubbiamente avanzate). Il governo è infatti ancora nella fase istruttoria della questione.
Nel complesso, la premier si è mostrata abbastanza fiduciosa in merito all’imminente amministrazione Trump.
Uno sguardo all’interno
Per quanto riguarda le questioni nazionali più scottanti, Meloni ha affermato che la Cassazione starebbe dando ragione al governo sui centri in Albania, pronti ad essere operativi, e che la Corte di Giustizia europea dovrebbe pronunciarsi a febbraio sul tema dei Paesi sicuri.
Sulle condizioni nelle carceri, ha dichiarato che la soluzione non è l’amnistia o l’indulto, bensì ampliare gli spazi e rendere più agevole il passaggio dei detenuti tossicodipendenti in comunità
Parlando di economia, “non ci sono cose che sono rimaste al palo” e “abbiamo fatto una riforma fiscale”, ha affermato la premier, decisa a procedere per passi graduali e prestando più attenzione al ceto medio nel nuovo anno.




