Canone Rai: FI e opposizione bocciano l’emendamento di Salvini
Martedì mattina la maggioranza di governo si è spaccata sul trito e ritrito canone Rai, in commissione Bilancio al Senato. L’emendamento proposto dalla Lega, sul taglio di 20 euro, è stato infatti bocciato da FI e dall’opposizione, con 12 voti contrari e 10 a favore.
Lega e FI si scontrano sul canone Rai
Non si è trovato un accordo sull’emendamento al decreto-legge sul fisco, proposto dalla Lega: una riduzione del canone Rai (l’imposta da pagare per chi ha una tv), da 90 a 70 euro, anche per l’anno prossimo.
Si è trattato di un inciampo che “non giova a nessuno”, secondo alcune fonti di Palazzo Chigi, ma la premier Meloni ha rassicurato i cronisti, dicendo che “sono schermaglie”.
Difendendo la posizione di Forza Italia, Antonio Tajani spiega: “Noi non abbiamo votato un emendamento che prevedeva il taglio del canone Rai di 20 euro perché lo consideravamo sbagliato e non utile ad abbassare la pressione fiscale. Bisogna trovare 430 milioni dal bilancio per finanziare la Rai. Con quei soldi invece si possono tagliare veramente le tasse”.

In linea di massima, l’astio di FI proviene da due fattori: in primis, la proposta di Salvini di compensare la riduzione del canone Rai, attingendo al fondo destinato a Rete Ferroviaria Italiana; dopodiché, la questione dei limiti di introiti pubblicitari della televisione pubblica.
Se infatti la Rai vendesse più spazi pubblicitari (a fronte di un ipotetico taglio), darebbe una gomitata a Mediaset, impero privato della famiglia Berlusconi, e quindi a Forza Italia.
Troppe divisioni in tempi di manovra
Per l’opposizione, il canone-gate ha rappresentato la prova che la maggioranza è in crisi.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, sostiene infatti che: “La maggioranza è in frantumi e le divisioni sono evidenti. Sono allo sbando, troppo impegnati a litigare tra loro, a competere anziché governare il Paese. E intanto non si occupano della salute e dei salari, dei problemi concreti degli italiani”. E dello stesso parere è anche il leader del M5S, Giuseppe Conte: ”Divisi in Europa, sulla politica estera e oggi anche in Parlamento, con la maggioranza che non ha i numeri in Commissione e va sotto”.
Per Salvini invece non c’è nessun problema in maggioranza, ma ribadisce che l’abbassamento del canone Rai deve rimanere un importante obiettivo del centrodestra, non solo della Lega, per una questione di coerenza con l’intento di ridurre le tasse.
Detto ciò, il fatto che non ci sia un consenso sul canone Rai non è un dramma, ma non è neanche rassicurante, visto che la fase clue della sessione di bilancio è ormai dietro l’angolo.




