San Marino, Commissione d’inchiesta sul caso Cassa di Faetano: Canti richiama al rispetto del lavoro della Magistratura
La nomina della Commissione Consiliare d’Inchiesta chiamata a fare luce sulle presunte responsabilità politiche e amministrative legate alla vendita delle partecipazioni dell’Ente Cassa di Faetano alla società San Marino Group e al cosiddetto “Piano Parallelo” riporta al centro del dibattito una delle vicende più delicate degli ultimi anni per la Repubblica di San Marino.
In occasione dell’avvio dei lavori della Commissione, il Segretario di Stato per la Giustizia, Stefano Canti, ha sottolineato la necessità che l’attività dell’organismo si svolga nel pieno rispetto delle competenze previste dall’ordinamento e senza interferire con il procedimento penale ancora in corso. Secondo Canti, la Commissione rappresenta uno strumento istituzionale destinato ad accertare eventuali responsabilità di carattere politico o amministrativo. Per questo motivo, ha spiegato, le sue conclusioni dovranno basarsi esclusivamente sui fatti, sulla documentazione disponibile e sul rispetto dei ruoli delle diverse istituzioni coinvolte. Parallelamente, la Magistratura continuerà a svolgere il proprio lavoro in completa autonomia, evitando qualsiasi sovrapposizione tra il percorso giudiziario e quello politico.
Il Segretario di Stato ha inoltre ricordato che il procedimento penale n. 672 del 2025 è già arrivato alla fase del rinvio a giudizio. Nel corso delle indagini, ha precisato, l’Autorità Giudiziaria, l’Agenzia di Informazione Finanziaria e la Banca Centrale della Repubblica di San Marino hanno operato nel rispetto della normativa vigente e degli standard internazionali previsti per il contrasto al riciclaggio di denaro e ai reati economico-finanziari. L’inchiesta sul presunto riciclaggio, tuttavia, non è ancora conclusa. Le attività investigative proseguono e hanno richiesto una complessa collaborazione con le autorità giudiziarie di diversi Paesi europei. Canti ha fatto riferimento anche al recente dissequestro di alcuni beni, oggetto di attenzione da parte degli organi di informazione, spiegando che il provvedimento è stato adottato applicando i principi di legalità e proporzionalità che regolano le misure cautelari patrimoniali, in linea con la legislazione sammarinese e con gli orientamenti consolidati della giurisprudenza nazionale ed europea.
Nel suo intervento, il Segretario di Stato ha evidenziato anche il riconoscimento ricevuto dagli organismi internazionali, che avrebbero espresso un giudizio positivo sull’attività svolta dalle istituzioni sammarinesi nella prevenzione e nel contrasto dei reati finanziari. La Segreteria di Stato per la Giustizia ha infine espresso preoccupazione per quelle che definisce ricostruzioni strumentali della vicenda, ritenute capaci di mettere in discussione senza fondamento il lavoro delle istituzioni e di danneggiare l’immagine internazionale della Repubblica.
Per Canti, la credibilità di San Marino passa anche dalla capacità delle istituzioni di operare nel rispetto dello Stato di diritto. Difendere l’autonomia della Magistratura, accertare i fatti con rigore e garantire la trasparenza delle procedure rappresentano, secondo il Segretario di Stato, elementi essenziali per mantenere la fiducia dei cittadini e consolidare la reputazione del Paese sul piano internazionale.




