Intervista a S.E. Oleg Nica, Ambasciatore moldavo in Italia
Ambasciatore, nella sua ormai ventennale carriera ha potuto vedere, sia da osservatore interno che da osservatore esterno, le evoluzioni politiche e sociali che la Repubblica di Moldova ha vissuto. Quale evento, della storia recente del suo paese, ricorda come più significativo per il consolidamento della democrazia?
La Repubblica di Moldova ha attraversato diverse fasi che hanno segnato il suo percorso di sviluppo e consolidamento democratico. Sicuramente, l’ottenimento dello status di Paese candidato all’Unione Europea rappresenta uno dei momenti più importanti, riflettendo le aspirazioni del popolo moldavo di far parte della famiglia europea – il posto che ci spetta, essendo un popolo autenticamente europeo.
Questo traguardo, insieme all’avvio dei negoziati di adesione, segna un passo decisivo nell’allineamento della Repubblica di Moldova ai principi di democrazia, libertà e ai valori condivisi dagli Stati membri dell’Unione Europea.
Sin dalla sua nascita, nel 1991, la Moldova ha vissuto il dramma della secessione della Transnistria, che ancora oggi appare irrisolto. Tuttavia, è notizia recente che la regione non riceva al momento forniture dalla Russia, sua storica alleata. Come vede questo inatteso cambio di rotta?
Quella che definite secessione è in realtà il risultato di un conflitto scoppiato all’inizio degli anni ’90, influenzato dai servizi segreti russi. Da allora, nella regione transnistriana è stato instaurato un regime che continua a essere controllato e sostenuto dalla Russia. Questa situazione non ha origini né motivazioni etniche o religiose, ma rappresenta piuttosto una questione politica creata artificialmente e mantenuta nel tempo da Mosca.
La presenza illegale di forze militari straniere sul territorio sovrano della Repubblica di Moldova, senza il consenso delle autorità costituzionali, costituisce una sfida alla stabilità e allo sviluppo del Paese. Per oltre 30 anni, Mosca ha sovvenzionato il regime di Tiraspol con oltre 11 miliardi di dollari, fornendo gas senza che le cosiddette autorità separatiste abbiano mai pagato un centesimo.
Oggi, nel contesto delle imminenti elezioni parlamentari, si registrano tentativi di influenzare i processi politici interni della Repubblica di Moldova. Strumenti di pressione economica ed energetica vengono impiegati per generare tensioni e per destabilizzare il percorso europeo del Paese attraverso forme di influenza ibrida e manipolazione dell’opinione pubblica.
Le autorità moldave, con il supporto dei partner europei, hanno adottato misure concrete per mitigare l’impatto di queste sfide, garantendo stabilità e sicurezza ai cittadini. Colgo l’occasione per esprimere la nostra gratitudine all’Italia per il sostegno offerto nel superare la crisi energetica e nel rafforzare la resilienza del nostro Paese.
Lo scoppio della guerra in Ucraina ha fatto temere all’Europa un possibile allargamento del conflitto. Quanto ritiene sia stata determinante la politica aggressiva di Putin ai fini dell’ulteriore recente avvicinamento della Moldova all’Unione Europea?
Ritengo più corretto dire che la guerra in Ucraina ha spinto l’Europa ad assumere una posizione più unitaria e decisa di fronte alle sfide di sicurezza, intensificando il dialogo e adottando azioni più coordinate e incisive per affrontare i rischi derivanti da questa crisi senza precedenti. Inoltre, ha portato a un approfondimento del dibattito sulla politica comune di sicurezza e difesa.
Viviamo in un’epoca di grandi cambiamenti, ma anche di opportunità per rafforzare il processo di riunificazione dell’Europa. Guardando alle precedenti ondate di allargamento dell’UE e all’avvio di nuovi processi di adesione, possiamo vedere che questi sono sempre avvenuti in contesti storici specifici.
Oggi, la Repubblica di Moldova porta avanti con determinazione una politica chiara di integrazione europea, attuando trasformazioni sistemiche profonde e riforme significative. Con il sostegno degli Stati membri dell’UE e con un lavoro costante, continueremo ad avvicinarci al nostro obiettivo strategico di adesione.
Il futuro europeo della Moldova dipende dalla prosecuzione delle riforme, dal consolidamento della democrazia e dal costante supporto dei partner europei. Questo percorso non è solo un’aspirazione, ma una promessa di contribuire per un’Europa più unita e sicura.
Le elezioni presidenziali dello scorso 20 ottobre hanno riconfermato Maia Sandu a capo dello Stato e sono coincise con il referendum costituzionale per l’adesione all’Unione Europea. Ha vinto il “si”, superando di poco il quorum. È di certo un importante risultato, tuttavia, l’esiguo margine di vittoria del “si” lascia riflettere. Come vede il futuro percorso di ammissione della Moldova nell’UE?
Le recenti elezioni presidenziali e il referendum costituzionale si sono svolti in un contesto molto teso, segnato da numerosi tentativi di interferenze esterne e da campagne di disinformazione mirate. Queste azioni hanno incluso l’uso di agenti d’influenza sotto forma di ‘partiti politici’ proxy finanziati dall’estero, la corruzione degli elettori, la disinformazione di massa attraverso i social media e la manipolazione dell’opinione pubblica.
Nonostante queste sfide, il referendum ha superato la soglia di validazione, confermando la volontà della maggioranza dei cittadini di avvicinarsi all’Unione Europea. Ora, la priorità delle autorità moldave e della società civile è rivolta all’implementazione delle riforme necessarie per diventare uno Stato membro dell’UE. Presto attendiamo la decisione del Consiglio Europeo sull’apertura del primo cluster di negoziati e i recenti rapporti della Commissione Europea indicano progressi significativi nei capitoli di adesione.
Siamo consapevoli che il lavoro da fare è ancora tanto, ma tutte le istituzioni moldave sono determinate a realizzare i cambiamenti strutturali richiesti per entrare nell’UE.
Infine, la Moldova e l’Italia sono ormai partner storici, con l’Italia che negli scorsi anni si è addirittura attestata secondo partner strategico del suo paese. Anche alla luce della recente riunione con i consoli onorari organizzata da lei stesso, avvenuta lo scorso mese, come intende muoversi l’Ambasciata per riconfermare e aumentare i rapporti bilaterali tra i nostri paesi?
Desidero sottolineare con soddisfazione che le relazioni tra la Repubblica di Moldova e l’Italia hanno visto un’evoluzione significativa negli ultimi anni, raggiungendo nuove dimensioni in vari settori. Un momento storico per il nostro rapporto bilaterale è stata la visita del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in Moldova nel 2024 – la prima visita ufficiale di un Presidente italiano nel nostro Paese. Questo evento dimostra l’interesse reciproco per rafforzare il dialogo politico e approfondire la cooperazione bilaterale.
Va ricordato che l’Italia è diventata una seconda casa per circa 300.000 cittadini moldavi, i quali si sono integrati con successo nella società italiana e contribuiscono attivamente alla sua economia. La forte presenza della comunità moldava in Italia crea un solido ponte di collaborazione tra i nostri Paesi. Stiamo portando avanti un intenso dialogo per rafforzare il quadro giuridico bilaterale e posso affermare che si tratta di una relazione vantaggiosa per entrambi gli Stati.
Partendo dalle intense relazioni politiche, puntiamo a progredire anche nella dimensione economico-commerciale, con l’Italia tra i primi quattro partner economici dell’UE e con un notevole potenziale di espansione della cooperazione. In questo contesto, risulta fondamentale attrarre investimenti italiani e tecnologie avanzate in settori chiave della Repubblica di Moldova.
Un settore con particolari potenzialità è l’agricoltura. Sebbene la Repubblica di Moldova sia un paese di piccole dimensioni – dispone di circa 2,5 milioni di ettari di terreni agricoli (75% della sua superficie totale). In termini di superficie agricola, la Moldova supera alcuni stati sviluppati dell’UE, come i Paesi Bassi, la Slovacchia e la Slovenia.
Va inoltre sottolineato il ruolo di primo piano della Repubblica di Moldova nell’export di prodotti agricoli a livello mondiale: 4° posto per l’esportazione di prugne, 5° per il di vino, 8° per le noci, 10° per le ciliegie e 11° per l’olio di girasole. Il settore vinicolo, simbolo della tradizione nazionale, conferma la Moldova tra i principali produttori di vini apprezzati a livello mondiale.
La Moldova è in una fase avanzata di integrazione nell’Unione Europea e dispone di notevoli capacità di sviluppo. L’obiettivo strategico della Repubblica di Moldova nelle relazioni con l’Italia è attrarre tecnologie avanzate e incentivare gli investimenti italiani. Attualmente, nel Paese operano oltre 1.200 aziende italiane, e le prospettive di crescita sono promettenti, soprattutto nel contesto del processo di adesione all’Unione Europea e dell’accesso ai fondi di preadesione.
L’Italia, riconosciuta come leader nell’Unione Europea per il valore aggiunto dei prodotti agricoli finali, ha l’opportunità di ampliare la propria presenza nell’Europa orientale attraverso la Repubblica di Moldova, accedendo così a un mercato di circa 800 milioni di consumatori tra UE e CSI.
Desidero infine sottolineare che le relazioni tra la Repubblica di Moldova e l’Italia stanno evolvendo positivamente, grazie a un dialogo politico solido e duraturo, a una comunità moldava attiva e a un significativo potenziale economico. Il rafforzamento di questi legami offre grandi opportunità per entrambi gli Stati, aprendo nuove prospettive di cooperazione e sviluppo nel contesto dell’integrazione europea della Repubblica di Moldova.




