La celebrazione per i 100 anni dalla nascita di Fidel Castro

Un sogno. Una rivoluzione. 100 anni.
Questi numeri tanto scontati agli occhi di un qualunque popolo occidentale quanto significativi agli occhi di un cubano, segnano le sorti di un’intero popolo.
È esattamente per celebrare ciò che un’intera comunità si è riunita l’11 agosto 2026.
Per celebrare il centenario della nascita di uno dei leader che nel bene e nel male rese possibile tutto questo. La nascita di Fidel Castro.
100 persone, un solo credo
Immaginatevi la scena.
Nel contorno formale e istituzionale di un ambasciata, va a riunirsi un’assemblea che per certi versi ha poco di istituzionale. Non è un’assemblea fatta di burocrati e funzionari. Ma un’assemblea spontanea, fatta di attivisti, musicisti, artisti, e gente convinta di recarsi in quell’edificio istituzionale per celebrare il proprio credo politico.
Il tutto sotto un vessillo che riporta un solo comandamento: “Hasta la victoria siempre.”
E che sia tramite la poesia, come nel caso del complesso artistico Acquaforte, o tramite le canzoni, come nel caso del musicista Enrico Capuano, tutti sono lì non solo per celebrare quel credo, ma anche uno di coloro che lo hanno sostenuto. E anche se i mezzi possono essere distanti da noi per linguaggio e per cultura, ciò che traspare è la devozione a quel credo e la convinzione di fare quello che si sta facendo con consapevolezza e passione per la storia di un paese e le sue vicende.
È in questa cornice che Jorge Luis Cepero Aguilar, ambasciatore cubano in Italia, prende la parola. E lo fa per ricordare a tutti i presenti chi fosse Fidel Castro. Quali battaglie ha combattuto. Come ha maturato la decisione di farlo. Ma soprattutto ciò che farebbe ora. Quali battaglie continuerebbe a combattere, quali cause sosterrebbe e per quali popoli si schiererebbe.
E se l’incontro è servito a celebrare la lotta e le idee, la successiva proiezione di un documentario composto dalle testimonianze di chi Castro lo ha conosciuto, è servito a ricordare ciò che spesso si dimentica. Che dietro a lotte, istituzioni, rivoluzioni e ideologie, ci sono sempre uomini. Uomini con i loro pregi, i loro difetti, i loro alti, i loro bassi e persino le loro ironie. E lo stesso vale anche per quegli uomini che oggi sono celebrati come veri e propri pezzi di storia di un popolo.




