ICARRD+20: A Cartagena il mondo si riunisce per il futuro della terra e dello sviluppo rurale
Si è aperta oggi a Cartagena de Indias, in Colombia, la II Conferenza Internazionale sulla Riforma Agraria e lo Sviluppo Rurale (ICARRD+20), un evento storico che riunisce oltre 1.500 partecipanti provenienti da più di 100 paesi per ridisegnare l’agenda globale sull’accesso equo alla terra.
Organizzata dal Ministero dell’Agricoltura e dello Sviluppo Rurale della Colombia con il supporto tecnico della FAO, la conferenza si svolge dal 24 al 28 febbraio presso il Centro Convegni di Cartagena de Indias e raccoglie governi, organizzazioni multilaterali, comunità indigene e afrodiscendenti, movimenti contadini, donne rurali e giovani dei cinque continenti.
Sotto il motto “Tierra para trabajar, tierra para comer, tierra para la vida” — Terra per lavorare, terra per mangiare, terra per la vita — l’ICARRD+20 cade a vent’anni dalla prima edizione della conferenza, tenutasi a Porto Alegre, in Brasile, nel 2006, che aveva segnato una svolta cruciale ponendo l’accesso equo alla terra al centro della lotta contro la fame e la povertà rurale.
Nel corso delle cinque giornate di lavori, i delegati affronteranno temi fondamentali come la governance territoriale, la giustizia agraria e climatica, la gestione dell’acqua, il traffico di droga e le politiche rurali per la pace. La FAO presenterà il suo nuovo rapporto sulla governance fondiaria globale e lancerà il Global Land Observatory, uno strumento innovativo per il monitoraggio internazionale delle risorse terriere.
Il 28 febbraio, in chiusura dei lavori, il Governo colombiano presenterà il Piano Decennale per la Riforma Agraria, un documento programmatico orientato a trasformare la struttura della proprietà rurale nel paese.
La Colombia è stata scelta come sede della conferenza dopo che il Comitato per la Sicurezza Alimentare Mondiale ha approvato la proposta di Bogotà nell’ottobre 2024, con successiva ratifica del Consiglio della FAO nel dicembre dello stesso anno. ids
L’ICARRD+20 rappresenta un’occasione storica per costruire una tabella di marcia globale verso l’equità nell’accesso alla terra, nel riconoscimento dei diritti contadini e nella giustizia climatica, in un momento in cui quasi un miliardo di persone nel mondo non dispone di una sicura titolarità fondiaria.




