Il tesoro ricamato delle regine: una prospettiva fotografica contemporanea
Nell’ambito dell’anno culturale Romania-Italia 2026, il museo nazionale etrusco di Villa Giulia ha ospitato all’interno delle sue sale Il Tesoro ricamato delle Regine, un’esposizione fotografica di dettaglio e costumi tradizionali romeni appartenuti alle regine di Romania, oggi conservati nella Collezione della Famiglia Reale Romena.
Attraverso un percorso che intreccia ritmo e filo, i due artisti autori della rappresentazione, Dana e Stohane Maitec, hanno portato in Italia tradizione e arte contemporanea. Una rete infinita di significati si incontra con la fragilità e la simbologia delle cuciture.
I dettagli costituiscono i protagonisti di un percorso visivo nel quale il pubblico si immerge scoprendo i frammenti di una storia densa di intimità. Ogni punto rivela attraverso uno zoom silenzioso, una piccola parte della cultura regale romena: dall’origine contadina a quella reale dei costumi fotografati.
In particolare, la mostra, inaugurata ieri in presenza dell’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dacau e del presidente della Commissione Cultura, Federico Mollicone, sarà visitabile fino al 28 febbraio 2026.
Generazioni di regine
Sullo sfondo di una trama che intreccia fili, si iscrive un racconto che attraversa generazioni. Dalla Regina Elisabetta, con la sua forza identitaria del costume popolare, alla Regina Maria, elegante ed espressione dell’ideale unionista, la collezione dei Maitec si costituisce di pezzi provenienti da tutte le parti della Romania, per mezzo creazioni che attraversano il tempo.
Le donne della Famiglia Reale hanno dedicato la vita alla cultura come strumento di identità politica. Una costante attenzione che passa per l’abbigliamento, con capi che nascono da un dialogo continuo tra moda occidentale e cultura locale, tra stoffa e relazioni diplomatiche.
La valnice di Mehedinti, le camice ricamate con filo metallico di Vrancea e Muscel e le oprege de Banat, decorate con ricami di ispirazione bizantina, esprimono tutte la finezza, la complessità del decoro e una densità simbolica capace di esprimere diversità e ricchezza del patrimonio tessile romeno.
Un dialogo continuo
Il repertorio decorativo di Dana e Stephane Maitec mette in evidenza la struttura degli elementi decorativi, una storia che continua ad emozionare. I due lavorano insieme dal 1996 e dal 2002 sono diventati un duo a tutti gli effetti.
La loro collaborazione si innesta su un linguaggio visivo che combina fotografia, scenografia ed esplorazione della luce. Artisti e insieme fotografi, sono entrambi membri della Maison des Artistes in Francia, vivono e lavorano a Parigi, dove realizzano istallazioni che riguardano il ritratto, la fotografia concettuale e l’interesse per la texture che è presente in tutti i loro progetti.
Le loro opere si trovano in collezioni private in Europa, Stati Uniti e Asia, eppure quel meraviglioso incontro di trame e fili presso il Museo nazionale etrusco di Villa Giulia, è la rappresentazione del connubio tra arte, politica e cultura.
Un’iniziativa che mette al centro il dialogo tra due Paesi come l’Italia e la Romania, che in quest’anno, all’insegna della cultura, si ritrovano a esplorare le loro tradizioni per costruire un percorso dinamico di vicinanza tra storie e tradizioni.




