Thomas Mann e la sua eredità a 150 anni dalla nascita
L’Ambasciata di Svizzera in Italia ha ospitato un incontro alla (ri)scoperta di Thomas Mann (1875-1955), scrittore tedesco già Premio Nobel alla Letteratura nel 1929. L’evento si inserisce all’interno dell’iniziativa promossa dal Goethe Institut per la celebrazione del 150esimo anniversario dalla nascita dello scrittore. A deliziare gli ospiti con gli approfondimenti su Thomas Mann scrittore e individuo erano presenti il direttore dell’Archivio Thomas Mann del Politecnico di Zurigo, Tobias Amslinger, e la professoressa ordinaria all’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, nonché autrice di molte pubblicazioni su Mann, Elisabeth Galvan.
I relatori hanno evidenziato la complessità e la profondità dei testi di Mann, che risultano essere più che mai attuali, poiché pregni dell’instabilità politica internazionale del tempo.
Difatti, anche a livello personale, Mann si vede costretto a cambiare paese più volte nell’arco della propria vita. Nel 1933 lo scrittore si esiliò in Svizzera per paura delle ripercussioni naziste; qui – pur soffrendo la lontananza dalla sua Germania – poté continuare a lavorare e a produrre nella propria lingua. Anzi fu molto contento di poter trovare un pubblico germanofono con cui instaurare un dialogo letterario. Ciononostante negli anni successivi laritrovata stabilità personale riprende a vacillare; nel 1936 gli fu tolta la cittadinanza tedesca e di conseguenza nel 1938 decise di accettare la cattedra a Princeton negli USA. Nel 1952, nel secondo post-guerra, decide di fare rientro in Europa; ma curiosamente non rientra in Germania, bensì si trasferisce nuovamente in Svizzera, dove risiede fino alla propria morte nel 1955.
Una vita in movimento che si riversa nelle sue opere, già prima del suo esilio in Svizzera aveva scritto il romanzo “La Montagna incantata” (1924) completamente ambientato a
Davos, una città svizzera, dove la moglie per un periodo aveva risieduto per questioni sanitarie. Non solo luoghi della vita di Mann ricorrono nei testi, ma anche gli oggetti: l’Archivio Thomas Mann del Politecnico di Zurigo custodisce molti reperti personali dello scrittore, i quali spesso si ritrovano anche all’interno delle sue opere. Oltre agli oggetti, nell’Archivio Thomas Mann si possono consultare i libri che lo hanno ispirato, la corrispondenza di Mann, le varie ricerche svolte per i propri testi. Ad oggi si conosce un ampio corredo letterario e di ricerca dell’autore, basti pensare alle 20’000 lettere note di corrispondenza dell’autore con altre figure di spicco dell’epoca.
Mann è dunque un autore prolifico e complesso, con un’attenzione particolare sulla politica e il discorso Europa. Tuttavia, come spiega la Dottoressa Galvan, lo scrittore viene spesso frainteso, poiché le sue continue allegorie e metafore non sempre sono di facile decodificazione. Anche per questo motivo il lavoro dell’Archivio Thomas Mann è fondamentale, assieme anche ai momenti di divulgazione e scambio.




