Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia ha insignito Massimo Nava, Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur
Martin Briens, Ambasciatore di Francia in Italia ha insignito Massimo Nava, editorialista e inviato speciale del Corriere della sera, Chevalier dans l’ordre de la Légion d’Honneur (Cavaliere nell’ordine della Legion d’Onore), a Palazzo Farnese, martedì 7 ottobre.
L’Ambasciatore ha ripercorso l’incredibile carriera di Massimo Nava ricordandone il costante impegno, una carriera intensa e piena di interessi, iniziata giovanissimo: “prima di incontrare la sua “indole francese””, ha detto, “è stato inviato per diversi anni speciale in Jugoslavia, Kosovo, Ruanda, Iraq, Medio Oriente, Afghanistan, Indonesia o Timor Est, reporter a Berlino durante la caduta del muro, mentre in Italia negli anni ottanta si è specializzato anche in questioni relative al terrorismo e alle problematiche del Sud_”.
Ricordando poi il suo trasferimento a Parigi, nel 2001, l’Ambasciatore ha raccontato come Nava “è diventato, come lo dice lui stesso, «francese nel cuore e nella vita»”, e questo “non solo in quanto
editorialista e inviato speciale del Corriere della Sera, per il quale ha intervistato tra l’altro Presidenti e politici francesi, ma anche come scrittore”. “Ha tratto grande ispirazione dei suoi anni francesi e continua a farlo”, sempre insieme alla moglie Alessandra e alle tre figlie, ha sottolineato.
“La sua voce tra Francia e Italia continua ad aprire dibattiti, a permettere confronti sereni” e “contribuisce certamente a rafforzare questo rapporto di amicizia tra la Francia e l’Italia grazie alla sua profonda conoscenza dei nostri due paesi” ha concluso.
Ringraziando l’Ambasciatore Massimo Nava ha tenuto a sottolineare: “La Legion d’Onore non è soltanto un prestigioso riconoscimento. E’ anche uno stimolo ad andare avanti, nel segno dei valori per cui mi
è stata conferita. Anche per questo, in una data che purtroppo coincide con un triste anniversario e l’inizio della tragedia di Gaza, considero fra quei valori anche l’impegno a difendere sempre e comunque i diritti universali dell’uomo, che sono la pagina più bella della storia di Francia”.




