I Principati romeni e la penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento
C’erano una volta due paesi.
Due paesi accomunati da una lingua di derivazione latina, una bandiera tricolore e una lunga e complessa storia di unificazione nazionale. A separarle c’era solo un braccio di mare.
Romania e Italia condividono da sempre un rapporto strettissimo. Oltre alla vicinanza geografica, le avvicinano ulteriormente rapporti internazionali da sempre rosei, e un continuo scambio migratorio tra le rispettive popolazioni. Al punto tale che in entrambi i paesi è presente una fitta comunità proveniente dall’altro.
E a celebrare ulteriormente questo legame che unisce da sempre Italia e Romania, è stata istituita una mostra. I principati romeni e la penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento.
Il tracciamento dei confini e le identità delle nazioni
Nella serata di mercoledì 7 luglio, nella sala grande di Palazzo Poli, le cui finestre si affacciano sullo straordinario panorama della Fontana di Trevi, la mostra stata inaugurata alla presenza di ospiti illustri. Tra questi l’Ambasciatrice romena Gabriela Dancau, il cui ruolo è stato fondamentale nell’organizzazione dell’iniziativa, e il dottor Fabio De Chirico, direttore dell’Istituto Centrale per la Grafica.
E sì, è giusto che si sottolinei il carattere fortemente istituzionale di questa iniziativa. Perché quel che va presentandosi agli occhi dei visitatori non sono semplici carte. Sono vere e proprie opere che coniugano arte e praticità. Studio scientifico e bellezza grafica. Ma soprattutto delineano identità e storia di paesi e culture. Quelle culture e quelle identità la cui sintesi sono alla base di quelli che oggi percepiamo come i paesi contemporanei. Perché non si può capire cosa significhi Italia, se non si capisce prima cosa significasse Stato della Chiesa, Regno di Napoli o Regno di Sardegna. Esattamente come non si può comprendere l’odierno volto della Romania senza conoscere i principati di Valacchia, Moldavia e Transilvania.
Tutti questi rapporti culturali e di potere li vedrete delinearsi tra incisioni e carte, tra rame e acquerelli, in opere recanti le firme di grandi autori quali Mercator, Blaeu, Janssonius e Sanson.
I principati romeni e la penisola italiana nella cartografia del Seicento e del Settecento è dunque un’esperienza completa, nella quale documentazione storica, bellezza artistica e utilità pratica vanno a braccetto nella celebrazione di due nazioni che ancora oggi hanno tantissimo da dare l’una all’altra.




