“Giallo azzurro bianco” di Valery Larbaud: Cos’è il cosmopolitismo?
Uscito originariamente nel 1929 come Jaune, Bleu, Blanc, questo testo celebra la vita dinamica dell’autore.
Valery Larbaud (1881-1957) è stato un autore francese passato inosservato nel Bel Paese, una figura cosmopolita che in Europa ha stretto legami con colleghi dal rango di Italo Svevo, o Ramon Gomez de la Serna, sponsorizzando le loro opere in Francia.
Di lui ricordiamo le maggiori opere di A.O. Barnabooth e Fermina Márquez, la sua carriera da scrittore lo ha accompagnato per varie testate e riviste importanti. Giallo, azzurro e bianco sono i colori preferiti di Valery Larbaud, costituiscono la “sua bandiera personale”, e danno il itolo a quest’opera perché sono i colori del nastrino variegato che lega i manoscritti degli articoli di riviste differenti.
Con la traduzione a cura di Vito Sorbello, il testo uscito (2025) per Nino Aragno Editore è una collezione di diciotto testi dal “setting” differente, spaziando per trama, luoghi e tempi che incarnano alla perfezione l’animo del cosmopolitismo, per il quale il cambiar destinazione e lingua è semplicemente tracciare la bussola.
Questi diciotto testi erano pubblicati originariamente su riviste diverse in tempi diversi, ma durante la lettura sono semplicemente capitoli di un’unica storia: quella dell’autore.
Larbaud scrive così una sorta di diario intellettuale, dedicato al perfetto cosmopolita, il testo ci invita così a una riflessione, stimolata in funzione della varietà di posti diversi descritti in questo “viaggio”, nonché nei dettagli delle differenze culturali e cronologiche, il plurilinguismo di cui scrive è anche quello per cui ha proattivamente lavorato nella sua vita privata, conferendogli la caratteristica di autore transnazionale.
In Giallo, azzurro e bianco, l’autore non racconta solamente dei viaggi geografici, ma costruisce un percorso intellettuale, in cui ogni luogo diventa come uno specchio.
Come scrive lui stesso, “Viaggiare è prendere la misura del tempo e dei pensieri degli altri”, sintetizzando dunque cosa è davvero il cosmopolitismo. La raccolta invita il lettore a immergersi in un’esperienza viva, in cui la curiosità diventa guida e il libro si trasforma in un vero e proprio paio di occhiali per chi vuole imparare a vivere con più prospettive possibili.




