La rondine bianca e altri racconti
Pubblicato il 13 dicembre 2024 da Lindau nella collana Senza frontiere, il volume “la rondine bianca e altri racconti” raccoglie storie prevalentemente inedite o apparse su riviste poco note. Racconti curati da Valter Boggione con una prefazione che contestualizza bene l’opera e la figura dell’autore. Eugenio Corsini, affermato biblista ed esperto in Apocalisse con cattedre a Torino, è stato anche scrittore e poeta, ma la sua narrativa è rimasta in gran parte sommersa fino a questo recupero postumo.
“Ho letto i suoi racconti. Mi interessano. […] Lei sa vedere e raccontare”. Sono le parole di Italo Calvino, che giudicò La rondine bianca tra i più bei racconti del ’900 italiano. Ciò nonostante, è stato fino a oggi impossibile leggere i racconti di Eugenio Corsini, rimasti in parte inediti, in parte pubblicati su riviste di limitatissima diffusione. Questo volume colma la lacuna, restituendo il posto che gli spetta a un narratore capace di intenso vigore drammatico, con atmosfere da western all’italiana (La straniera), e di raffinatissima ricostruzione storico-culturale e ironia sottile (La radice della rosa, parodia del best-seller di Eco).
Le Langhe, tra Niella e San Benedetto Belbo, sono rappresentate con amoroso e puntuale realismo e giudicate con spietato distacco, tra drammi familiari, scoppi di violenza distruttiva, rivalità economiche e amorose, vendette, omicidi. Ma a differenza di quanto accade nell’amico Fenoglio – c’è anche un tentativo di suicidio in Belbo, scritto più o meno negli stessi anni del Gorgo –, c’è in Corsini il fascino non solo per il carattere atavico e ancestrale della vita contadina, ma anche per le sue tradizioni, le credenze popolari, gli aspetti irrazionali e magici. Su tutto, una costante tensione metafisica e l’impegno, fallimentare ma non per questo meno ostinato, a indagare le ragioni del male, in una resa dei conti con un Dio indifferente. «O tu, come sei, che hai detto che tutto e tutti siamo fatti a tua immagine?».
I racconti
Altri testi si muovono su registri diversi ma ugualmente affascinanti. In La straniera troviamo quasi un’atmosfera western, con paesaggi selvaggi e personaggi ai margini. La radice della rosa, invece, è una piccola perla di ironia colta e raffinata, una sorta di parodia in stile umbertino, che mostra il lato più leggero e giocoso dell’autore.
C’è spazio per il dramma, per l’ironia, per la parabola spirituale, sempre con una scrittura limpida, asciutta, densa di significati. Ogni racconto è una finestra su un mondo contadino che non è solo sfondo, ma vero e proprio protagonista: un mondo fatto di credenze, paure, gesti tramandati, in cui il confine tra il reale e il simbolico è spesso sfumato.
La rondine bianca e altri racconti non è solo un omaggio a un autore dimenticato, ma una testimonianza letteraria di grande valore. È un libro che parla al lettore moderno con voce antica, ma non per questo distante. Chi ama la narrativa breve, chi è affascinato dalle atmosfere delle Langhe, chi cerca nella letteratura domande profonde più che risposte facili, troverà in queste pagine una lettura ricca e coinvolgente.
In un panorama editoriale spesso dominato da voci rumorose e fugaci, la prosa silenziosa e penetrante di Corsini è una boccata d’aria. O forse, meglio dire, una rondine bianca che torna a farsi vedere, proprio quando meno ce l’aspettavamo.



