Dimissioni PDL

Dimissioni PDL

459-0-20121116_172847_4F3CE4FEnapOre calde per la politica italiana. I Ministri del Pdl annunciano le proprie dimissioni tramite il vicepremier Alfano. Nonostante il Presidente Napolitano questa mattina abbia provato a raffreddare gli animi,  Berlusconi ha chiesto ai suoi di ritirarsi dalla formazione di Governo. “Non vogliamo essere complici dell’aumento dell’Iva” –ha affermato il capo del Pdl.

Dopo il difficile Consiglio dei Ministri di ieri è emersa infatti l’impossibilità di rimandare l’aumento dell’Iva che passerebbe così dal 21% al 22%.  Poche parole, quelle di Berlusconi, che segnano la fine del governo.

Lapidarie le reazioni da parte del Pd. Il segretario Epifani ha parlato di: “Ulteriore azione di sfascio” e di “impensabile atto di irresponsabilità”. Per Stefano Fassina, Viceministro dell’Economia, quello di Berlusconi è stato: “Un atto molto grave perché conferma il suo senso di irresponsabilità”. “Dopo aver bloccato il Consiglio dei ministri con l’annuncio delle dimissioni” –continua parlando ai microfoni del Tg3- “oggi prova a scaricare la responsabilità su altro. È una scelta di irresponsabilità le cui conseguenze possono essere molto pericolose. Auspicavamo un chiarimento per intervenire sul costo del lavoro, dare sostegno alla ripresa, e pensavamo che tutto questo  fosse un obiettivo comune, ma a quanto pare l’agenda del Pdl dimostra di avere a cuore solo gli interessi di Berlusconi”.

Luigi Zanda parla di “decisione gravissima e molto pericolosa”. Zanda afferma che la scelta del Pdl rappresenti “Una contraddizione molto grave”. “In questi giorni –ha continuato-  “abbiamo sentito dire che  le vicende di Berlusconi non avrebbero inficiato la stabilità dell’esecutivo. Ed ora vediamo che è tutto il contrario”.

Il Presidente del Consiglio Letta intanto chiede al Pdl di fornire “un chiarimento davanti al Paese”, richiamando i suoi ormai ex ministri a riferire alle Camere.

Nelle prossime ore comunque si attendono colloqui tra il Premier ed il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

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