Roma: Incontro tra Berlusconi e Netanyahu

di Giuseppe Savo

Uno storico incontro si è tenuto oggi a Roma tra il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, e il premier israeliano Benyamin Netanyahu.
Una delegazione israeliana composta da 9 ministri è stata accolta, a Villa Madama, da una folta delegazione di ministri.
Il Premier accompagnato, tra gli altri, dal ministro degli Esteri Franco Frattini, quello dell’Istruzione Maria Stella Gelmini e dal Ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, ha ricevuto gran parte dello stato maggiore israeliano per la firma di nove accordi bilaterali.

Questi accordi prevedono un’intesa trasversale su temi molto attuali: della cultura al turismo, dal lavoro fino alla disoccupazione giovanile, per giungere ad una dichiarazione congiunta tra Italia e Israele, che manifestano in questo modo i loro ottimi rapporti.
Nel corso della riunione non sono mancati riferimenti alle dichiarazioni rilasciate nelle scorse settimane dell’Onu, che si è dimostrato favorevole alla discussione, nel mese di Settembre, della richiesta fatta da Abu Mazen riguardo alla nascita di uno Stato palestinese indipendente.
Sia Berlusconi che il Presidente Napolitano si erano dichiarati favorevoli al riconoscimento di uno Stato Palestinese, ma solo a condizione che si giunga a questa conclusione attraverso dei negoziati tra le due fazioni in lotta, e non come imposizione delle Nazioni Unite.
Queste parole sono, secondo quanto riferito l’ambasciatore israeliano a Roma, Gideon Meir, la conferma del “positivo atteggiamento dell’Italia verso Israele”, che non si basa su una completa convergenza ideologica, ma sulla volontà di “lavorare insieme al fine di raggiungere ambiziosi traguardi”.
Netanyahu ha ringraziato il governo per la calorosa accoglienza riservatagli, e in particolare il Premier, per le parole dei giorni scorsi con cui aveva ribadito come “ l’Italia abbia sempre difeso la causa di Israele in ogni sede internazionale, e in particolare al Consiglio Europeo”.
Infine ha concluso il suo intervento auspicando un ripensamento dell’Onu sulla delibera di Settembre, che secondo lui “imponendo uno Stato Palestinese potrebbe solo far indietreggiare la pace e allontanare la prospettiva di negoziati”, e con essi ogni possibilità di raggiungere una soluzione che risolva la sempre più spinosa questione tra lo Stato ebraico e l’Anp.

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