Quirinarie, è caos: Bersani si dimette, Napolitano accetta la ricandidatura

Quirinarie, è caos: Bersani si dimette, Napolitano accetta la ricandidatura

bersani e prodiRoma, 12:00. Una vicenda di gravità assoluta. Con queste parole ieri sera Pier Luigi Bersani ha giustificato le sue dimissioni da segretario del Partito democratico. Dimissioni che saranno effettive solo dopo l’elezione del presidente della Repubblica e che sono scaturite dalla forte divisione che ieri, alla quarta votazione, ha portato un grande elettore su quattro (del Pd) a non votare per il candidato che Bersani aveva proposto, Romano Prodi.

Queste le parole di Bersani: «sono saltati meccanismi di responsabilità e solidarietà, una giornata drammaticamente peggiore di quella di ieri. Al prossimo voto per il capo dello stato ci asteniamo e faremo un’assemblea, mi auguro che si trovi una proposta con le altre forze politiche. Noi da soli il presidente della repubblica non lo facciamo».
Intanto anche il nome di Romano Prodi si aggiunge alla lista dei ritirati dalla candidatura alla presidenza della Repubblica.

In queste ore è in corso la quinta votazione. Una votazione che non porterà grandi novità in quanto il Pd ha annunciato scheda bianca, così come Scelta Civica e Lega Nord, in attesa di arrivare a una scelta condivisa. I gruppi parlamentari di Sel voteranno invece per Stefano Rodotà mentre il Pdl ha deciso di non partecipare proprio.

Nessuna soluzione per una scelta condivisa? Quella più discussa nelle ultime ore si chiama Napolitano-bis. Stamani difatti Bersani è salito al Colle, e poco dopo lo hanno raggiunto anche Berlusconi e Gianni Letta, per discutere dell’ipotesi. È ancora in corso un colloquio fra Napolitano, Bersani e Letta.
Ricordiamo però che più volte nelle scorse settimane Giorgio Napolitano aveva manifestato la sua volontà di non voler rinnovare il suo mandato in quanto, queste le sue parole, per l’Italia «ora ci vuole il coraggio di fare delle scelte, di guardare avanti».
Napolitano cambierà idea o si continuerà a votare scheda bianca finché non si arriverà ad una scelta condivisa?

Aggiornamento delle ore 14:30

Napolitano accetta la ricandidatura 

Dopo il colloquio avuto nelle ultime ore con Pier Luigi Bersani, Berlusconi, il premier Mario Monti e una delegazione di presidenti di regione, Giorgio Napolitano ha accettato la ricandidatura al Quirinale, come auspicato da Pd, Pdl e Scelta Civica.
Con una nota Napolitano ha dichiarato: «Nella consapevolezza delle ragioni che mi sono state rappresentate, e nel rispetto delle personalità finora sottopostesi al voto per l’elezione del nuovo Capo dello Stato, ritengo di dover offrire la disponibilità che mi è stata richiesta. Mi muove in questo momento il sentimento di non potermi sottrarre a un’assunzione di responsabilità verso la nazione, confidando che vi corrisponda una analoga collettiva assunzione di responsabilità. Naturalmente nei colloqui di questa mattina, non si è discusso di argomenti estranei al tema dell’elezione del Presidente della Repubblica».
Come previsto anche la quinta votazione è stata nulla con una maggioranza schiacciante di schede bianche. Per le 15:00 è prevista la sesta votazione quella che conferirà a Napolitano il secondo mandato come Capo dello Stato.

 

 

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

20 aprile 2013

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