Sprecopoli. Rimborsi facili, nuovo scandalo in Piemonte: 52 consiglieri indagati

Sprecopoli. Rimborsi facili, nuovo scandalo in Piemonte: 52 consiglieri indagati

regione piemonteMentre in Parlamento il voto per eleggere il nuovo Capo dello Stato continua a dividere i grandi elettori e provocare insensati atti di ilarità (c’è chi ha espresso preferenze per Veronica Lario, Rocco Siffredi, Valeria Marini e perfino per il conte Mascetti del film “Amici miei”) un nuovo scandalo sui rimborsi regionali facili, in Piemonte, ha portato alla consegna di ben 52 avvisi di garanzia a consiglieri emuli di Fiorito. Basti pensare che su 59 consiglieri solo sette si sono “salvati”, o meglio hanno rispettato le regole.

Tra gli indagati figura anche il presidente Valerio Cattaneo e il governatore del Piemonte Roberto Cota (entrambi della Lega). Questa la prima dichiarazione rilasciata da Cota dopo la consegna dell’avviso di garanzia: «La Procura di Torino nell’ambito dell’indagine sulle spese dei Gruppi Consiliari Regionali avviata lo scorso settembre 2012, mi ha inviato un avviso di garanzia contestandomi alcune spese relative alla mia attività politica di Consigliere Regionale. Mi sono già recato spontaneamente dai Pubblici Ministeri per chiarire la mia posizione e sarò in qualsiasi momento a loro totale disposizione per ulteriori necessità. Ho sempre sostenuto in proprio la maggior parte delle spese per lo svolgimento dell’attività Politica, ho utilizzato risorse del Gruppo Regionale per importi irrisori e nel rispetto di prassi consolidate, riducendo al minimo ogni esborso di denaro pubblico».

Un milione e quattrocentomila euro, questa è la cifra dei rimborsi “facili” contestati ai 52 consiglieri piemontesi. Non siamo ai livelli del caso Fiorito (che ricordiamo nella regione Lazio portò alle dimissioni di Renata Polverini) ma ciò è sintomo di un malcostume diffuso in tutta la penisola, nord, centro e sud (isole comprese). Fra i rimborsi ottenuti in Piemonte figurano borse di Luis Vuitton ed Hermes, viaggi, gioielli di Cartier, buoni benzina, massaggi “particolari”, cene e pranzi, abbonamenti solarium, vestiti e un vassoio d’argento (regalo di nozze per l’assessore Pdl Michele Coppola) del valore di 4.000 mila euro ma per cui ogni consigliere leghista avrebbe preso un rimborso da 350 euro.

Tra i consiglieri che stamani hanno ricevuto l’avviso di garanzia figurano i grillini Davide Bono e Fabrizio Biol, Luca Pedrale (Pdl), e Wilmer Ronzani (Pd) che insieme a Roberto Cota si trovano a Roma per le quirinarie.

Sprecopoli, così è stata chiamata questa operazione dagli uomini della guardia di Finanza di Torino. Uno spreco che cominciò ad emergere con lo scandalo Fiorito, nel Lazio, per passare poi alla regione Lombardia, con 56 consiglieri indagati, e in Calabria dove ad inizio aprile altri dieci consiglieri calabresi sono stati indagati per peculato.

Novità e rinnovamento, di questo sembra aver bisogno il nostro Paese in questo momento, il primo passo sarebbe riconoscere umilmente gli errori commessi, perché come diceva l’ingegnere giapponese Shigeo Shingo:

«Il tipo di spreco più pericoloso è quello che non siamo in grado di riconoscere».

 

Enrico Ferdinandi

(Twitter @FerdinandiE)

19 aprile 2013

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