Manifestazioni e proteste, il governo è a un bivio

Manifestazioni e proteste, il governo è a un bivio

Anche l’ultima settimana del mese di marzo è passata alla storia e il ‘cambio di passo’ auspicato dopo l’insediamento del governo Gentiloni ancora non si è manifestato. I cittadini aspettavano una rottura col passato ma la linea prudente scelta dall’erede del fu primo Ministro Matteo Renzi non sta soddisfacendo le attese e, anzi, sta alimentando i malumori di sempre più persone, stanche di promesse non mantenute e continui rinvii dovuti sia alla burocrazia che ai cosiddetti ‘giochi di palazzo’.

A testimonianza del crescente malumore è bene prendere in esame la serie di manifestazioni e sit-in che nei giorni scorsi hanno richiamato migliaia di persone per le vie della capitale per protestare contro il sostanziale immobilismo del governo di fronte sia al rinnovo dei contratti nazionali sia alla percepita inoperosità per quanto riguarda l’avvio di politiche atte a mitigare e risolvere gli effetti della povertà e della disoccupazione. Il profondo senso di abbandono è stato portato in piazza anche dai terremotati, che a loro volta hanno organizzato proteste in 10 comuni dei territori colpiti dal sisma e hanno portato il loro dissenso fin sotto Montecitorio: «Ci manca una casa, ci manca una prospettiva, non c’è informazione. Nulla è operativo, i decreti non sono attuativi manca la volontà. In sette mesi, hanno portato 25 container travestiti da casette, e hanno fatto pure la sfilata. Non ci sono gli aiuti alle imprese. La scorsa settimana Gentiloni ha parlato di cose che non esistono: il miliardo l’anno nel decreto non c’è. Siamo stanchi di parole: se non otterremo risultati concreti bloccheremo il Paese».

Messo di fronte ai propri limiti, il governo ha risposto in maniera più o meno diretta alle proteste, Gentiloni – presente al forum di Confcommercio a Cernobbio – ha voluto «rassicurare» il Paese attraversato da «dubbi e paure». Il primo Ministro ha specificato che «’rassicurare’ vuol dire farsi carico dei problemi che generano ansie partendo dalle situazioni più urgenti, far capire che verranno affrontate e che si cerca di ricucire le divisioni che attraversano la società invece di accarezzarle e incentivarle». Gentiloni ha nuovamente chiesto tempo agli italiani, dicendo loro di attendere la pubblicazione del DeF, nel quale – ha precisato – si vedrà «che l’impegno per il terremoto è una priorità assoluta e l’affronteremo con le risorse necessarie».

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Trofeo Birra Poletti: il torneo di calcetto per giovani disoccupati. (ANSA/UFF STAMPA SINISTRA ITALIANA)

Dulcis in fundo, un altro evento che ha caratterizzato la settimana appena trascorsa è quello che si è svolto a Torino, dove Sinistra Italiana ha organizzato un torneo di calcetto in piazza Castello dal titolo ‘Trofeo birra Poletti – memorial lavoro retribuito‘. Al di là del titolo, simile a quello scelto dalla nota manifestazione sportiva di mezz’estate, il senso del torneo è stato quello di sottolineare l’inadeguatezza delle parole scelte dal ministro del Lavoro Giuliano Poletti, che martedì scorso all’incontro con gli studenti al Tanari di Bologna aveva dichiarato: «Il rapporto di lavoro è prima di tutto un rapporto di fiducia. È per questo che lo si trova di più giocando a calcetto, che mandando in giro dei curriculum». Un nuovo scivolone per il ministro e indirettamente per l’esecutivo, per il quale l’indice di gradimento sta colando a picco comportando un distacco tra politica e società che presto diverrà insanabile.

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