Il punto sul Governo Gentiloni

Il punto sul Governo Gentiloni
Il primo Ministro Paolo Gentiloni (Foto: ANSA/GIUSEPPE LAMI)

l’11 dicembre 2016 Paolo Gentiloni ha ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico di formare un nuovo governo dopo le dimissioni di Matteo Renzi.

Il governo Gentiloni non sembra aver riscosso molto successo in questi 3 mesi: in un sondaggio pubblicato dal corriere della sera, 1 italiano su 2 non è assolutamente d’accordo con l’operato del Governo, in cui non ripone fiducia, inoltre è preoccupato dalla crisi economica, da cui non sembra vedere alcuna via di uscita anche a causa di un esecutivo che, secondo i partecipanti al sondaggio, non sta prendendo le misure adeguate. Questi risultati deluderanno di certo l’attuale presidente del Consiglio, che proprio ieri, in un’intervista a domenica in, alla domanda «Con quale aggettivo vorrebbe poter definire il proprio governo?» ha risposto: «Un aggettivo per definire il governo che ho l’onore di presiedere? Vorrei che fosse rassicurante», con il solito tono calmo al quale ci stiamo abituando, che più che sicurezza, probabilmente, trasmette sonnolenza.

Se tra quelli che hanno dichiarato non aver riscontrato alcunché di positivo nell’attuale governo ce n’è qualcuno che si sta chiedendo quanto ancora questo durerà; ci ha pensato proprio il presidente Gentiloni a fare chiarezza: sempre durante la puntata di domenica in ha dichiarato: «La scadenza è la fine della legislatura poi i governi possono finire prima se non hanno la maggioranza in Parlamento ma io dico sempre ai miei colleghi che dobbiamo lavorare non avendo in mente la durata ma le nostre responsabilità». Proprio queste non sembrano assolutamente mancare. Il quadro che emerge dal rapporto istat sugli andamenti demografici parla chiaro: la popolazione italiana è in continuo calo ed invecchia sempre di più. Ma un dato che preoccupa più di ogni altro sono gli italiani che abbandonano le nostre liste anagrafiche per trasferirsi in un altro Paese, strettamente legato ai drastici dati sulla disoccupazione giovanile: 115.000, il 12,6% in più rispetto al 2015. Nel complesso l’Italia si mostra dunque come uno stato che pian piano continua sul suo inesorabile percorso di appassimento.

Le questioni urgenti sono poi molte altre, sulle quali sempre ieri pomeriggio il presidente si è pronunciato, senza mostrare però alcuna novità e continuando, proprio come aveva annunciato nel momento del suo insediamento, la strada iniziata dal governo Renzi, sud e disoccupazione: «I giovani e il lavoro sono due cose che vanno insieme e a questo ci aggiungiamo il Mezzogiorno. Abbiamo fatto cose importanti sul piano del mercato del lavoro e questo ci ha consentito di avere settecentomila posti stabili, e non sono pochi», l’immigrazione «Io non riesco ad accettare che l’Ue sia rigidissima su alcune cose, le famose virgole del bilancio o l’austerità, e invece consenta ad alcuni Paesi di non attuare le decisioni che ha preso sui migranti», anche se la fiducia nell’Unione Europa non viene certamente meno «L’Europa era vista come il continente in cui c’era benessere e ricchezza. Negli ultimi anni è cambiata questa immagine. Austerità, muri, ininfluenza a livello internazionale. Penso che siamo ancora in tempo a recuperare. Mi auguro che la dichiarazione che firmeremo a Roma per i prossimi decenni sia una bella dichiarazione. Senza Europa, diventeremo tante piccole patrie in lotta tra loro». Attualissimo, infine, il tema della corruzione, sul quale Gentiloni ha risposto che «È un male radicato, che emerge in maniera ricorrente. Siamo alle prese con delle piccole storielle di corruzione. Abbiamo bisogno di anticorpi a tutti i livelli», mentre per quel che riguarda il caso consip ha ribadito la fiducia nel suo ministro dello sport Lotti chiedendo chiarezza da parte della magistratura.

Secondo quanto dichiarato dal presidente sulla durata del suo governo non servirebbe a nulla immaginare uno scenario di elezioni a breve, ma va anche considerato che un governo rimane in vita fino a quando riesce ad ottenere la maggioranza in parlamento, pertanto osservare i sondaggi non nuoce. Secondo l’ultimo elaborato da emg acqua, stando all’attuale legge elettorale, nessuna possibile alleanza immaginabile all’interno della camera (considerate anche quelle che tutti ammettono di non volere) riuscirebbe a raggiungere una maggioranza stabile, 316 seggi.

La situazione non appare dunque rassicurante: i problemi che gravano sul nostro paese sono molteplici, manca la fiducia verso un miglioramento nel futuro e, soprattutto, nei confronti della classe dirigente che appare distante e autoreferenziale. Le sfide che il governo Gentiloni dovrà affrontare sono sempre più ardue, vedremo se ne sarà all’altezza.

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