A Roma arriva il “pasto sospeso” per i meno fortunati

A Roma arriva il “pasto sospeso” per i meno fortunati

La solidarietà è contagiosa così come lo è la tradizione del “caffè sospeso”, nata a Napoli nell’800 ma sempre viva e dilagante anche in nuove vesti.

A Natale, su queste pagine, vi abbiamo raccontato la declinazione del “caffè sospeso” nella forma per bambini de “il giocattolo sospeso”, ideata dal Comune di Napoli per non far mancare i doni di Babbo Natale alle famiglie meno fortunate; a Roma, invece, Casetta Rossa e Baobab Experience, due realtà che si dedicano all’accoglienza e all’inclusione dei migranti, hanno dato vita all’iniziativa del “pasto sospeso”, con l’idea di offrire pranzi e cene a chi non può provvedervi da solo.

Nei bar di Napoli si era soliti pagare due caffè e consumarne solo uno per offrirlo a chi sarebbe venuto dopo e non fosse stato nelle condizioni di poterselo permettere. In tempi di crisi economica e occupazionale, c’è bisogno di qualcosa in più di uno “sfizio”, occorre offrire un sostegno per la sopravvivenza di tante persone che non hanno il cibo assicurato, e così si è pensato all’offerta di un pasto gratis a migranti e persone che transitano per la Capitale e che sono accolte da Baobab Experience. Questa realtà da diverso tempo realizza raccolte di materiali e di beni di prima necessità, fornisce pasti e organizza attività come corsi di italiano gratuiti, finalizzati all’integrazione degli stranieri nel nostro Paese.

Per offrire un maggiore supporto a Baobab Experience, la Casetta Rossa insieme alla Fondazione Erri DE Luca hanno dato il via a questa “gara di solidarietà”.

Presso Casetta rossa, nel quartiere storico della Garbatella, sarà possibile consumare un pasto e lasciare 5 euro per coprire le spese del pranzo di una persona meno fortunata, in alternativa la donazione può essere fatta con un bonifico bancario.

Per maggiori informazioni potete consultare il sito di Casetta rossa.

Testimonial eccellenti del “pasto sospeso” sono stati lo scrittore Erri De Luca e il celebre Chef Rubio; per un giorno si sono messi insieme ai fornelli e hanno preparato il pranzo per gli abitanti del quartiere e per i migranti ospitati dall’associazione Baobab, facendosi garanti non solo dell’accoglienza ma anche della qualità del cibo offerto.

Nel progetto solidarietà, accoglienza e integrazione si fondono, con la speranza che le tante persone disagiate che frequenteranno Casetta rossa possano non solo sfamarsi ma anche inserirsi nella realtà lavorativa italiana.

L’augurio è che l’iniziativa possa espandersi anche in altri quartieri della città di Roma e in altre realtà, grazie al passa parola.

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