L’arresto Marra, un altro colpo per la giunta Raggi

L’arresto Marra, un altro colpo per la giunta Raggi
Raffaele Marra (Fonte: ANSA - Angelo Carconi)

La domanda della settimana: Virginia Raggi pecca di incapacità o di ingenuità?

È proprio il caso di dire che per la giunta pentastellata di Roma ogni mese ne capita una, o forse sarebbe meglio dire ogni mese capita qualche avviso di garanzia. L’ultimo testimone di questo triste rimbalzo è Raffaele Marra, ex collaboratore fidato della Raggi, la quale il 20 giugno, subito dopo la vittoria alle elezioni comunali scriveva e dichiarava ai giornalisti: «oggi si apre una nuova era […] è venuto il tempo di lavorare dopo anni di malgoverno. Le cose da fare sono tante e noi siamo pronti». E ancora «lavoreremo per riportare legalità e trasparenza nelle istituzioni». Proposte ed energie nuove: a confermarlo la lista ufficiale degli assessori di luglio, nella quale non compare nessun politico, ma esperti di vari settori, mossi dal senso politico del bene comune. A questo punto verrebbe da dire che non basta.

Nella lista di assessori trovavamo Daniele Frongia, vicesindaco e assessore alla qualità della vita, all’accessibilità, allo sport e alle politiche giovanili, dimessosi negli scorsi giorni. Mantiene solo le deleghe per lo sport.

Compariva, anche, Marcello Minenna, assessore al Bilancio e assessore di scopo per la Riorganizzazione delle partecipate, che però si dimette lo scorso settembre insieme all’ex capo di gabinetto Carla Raineri e ai vertici di Atac e Ama, rispettivamente Marco Rettighieri e Alessandro Solidoro.

Insieme a loro Paola Muraro, assessore all’Ambiente: rassegna le sue dimissioni nella notte tra il 12 e il 13 dicembre, poiché coinvolta in un’indagine, riguardante gli impianti di trattamento dei rifiuti e i rapporti con Ama. L’indagine si apre ad aprile, ma l’assessore Muraro ne viene a conoscenza in luglio, quando continua a mantenere il suo incarico, appoggiata da Raggi, fino a pochi giorni fa, quando riceve un avviso di garanzia.

Agosto, per la giunta Raggi, è il mese delle emergenze.

Si parla di emergenza rifiuti e rischio sanitario, programmando come unica soluzione il trasporto dei rifiuti nelle discariche di proprietà Acea sul territorio: S.Vittore e Aprilia-Orvieto-Terni. Nei giorni successivi, la sindaca stempera i toni, dichiarando che non si tratta di emergenza, ma solo di un periodo di crisi.

Si parla anche di emergenza trasporti Atac: ritardi, linee interrotte, vetture guaste e mancanza di carrozze per le linee metropolitane e un buco di 58 miliardi mancanti.

La ciliegina sulla torta: l’arresto di Raffaele Marra

Marra è accusato di corruzione: l’indagine a suo carico si apre nel 2013, quando era a capo del Dipartimento politiche abitative del comune di Roma, durante la giunta di centrodestra di Gianni Alemanno. Insieme a Marra è stato arrestato Sergio Scarpellini, immobiliarista romano, accusato di aver pagato a Marra alcune tangenti per ottenere dei favori.

I capi di accusa sono l’acquisto di una casa e un’intercettazione telefonica: nel 2013, Marra compra una casa con i soldi di Scarpellini, poi in una telefonata del 2016, parlando con la segretaria di Scarpellini, si dice a disposizione dell’imprenditore, in cambio di un suo intervento «per avere una campagna di stampa favorevole», che evitasse critiche compromettenti per il suo incarico al comune di Roma. Marra si diceva pronto a contraccambiare favori utili alle attività immobiliari di Scarpellini, qualora questo avesse provveduto a fare pressioni, soprattutto sul Messaggero, che aveva mosso pesanti critiche a Marra.

Dopo l’arresto del collaboratore Raffaele Marra, la giunta è stata commissariata: durante un vertice di maggioranza, di qualche giorno fa, la sindaca di Roma ha annunciato le dimissioni del capo della segreteria politica, Salvatore Romeo, e del Vicesindaco Daniele Frongia.

Virginia Raggi pecca di ingenuità e bontà

Grillo, Di Maio e Di Battista continuano a ripetere che l’unico errore di Virginia Raggi è di essersi fidata delle persone sbagliate, come le ha definite Grillo sul suo blog «le persone più sbagliate del mondo. Bisogna riparare agli errori fatti per fugare ogni dubbio». E ancora, nella diretta facebook di domenica, Di Battista rompe il silenzio (dopo severe accuse e rimproveri) dichiarandosi soddisfatto per l’arresto Marra e impuntando alla sindaca l’enorme sbaglio di aver puntanto su Marra, anche contro tutti coloro che lo sconsigliavano vivamente, sospettosi di una persona che avesse già svolto incarichi politici e quindi non avulsa dalle dinamiche del sistema. Raggi, invece, lo ha sempre difeso, offrendogli, inizialmente l’incarico di vicecapo di gabinetto.

È evidente, quindi, come a Raggi non venga rimproverata una carenza di capacità, ma un’eccessiva ingenuità che l’ha condotta ad inciampare più volte.

Del resto, già durante la campagna elettorale di circa sei mesi fa, prima della vittoria del Movimento 5 Stelle nella capitale, il deputato Di Battista ripeteva più e più volte: «governare Roma è molto più difficile che essere presidente del Consiglio». Dello stesso avviso è il filosofo Massimo Cacciari, da sempre contrario al M5S, ma che nel settembre scorso sosteneva l’ingovernabilità di Roma: «Roma ha superato i limiti di governabilità […] non voglio certo gettare la croce su Virginia Raggi, perché la crisi di questo Paese parte dagli anni ‘70». Cacciari non vede e non ha mai visto nel movimento pentastellato un’alternativa plausibile di riscatto e ripresa del nostro Paese, ma concorda in ogni caso con chi definisce il govero di Roma come un’impresa titanica.

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