Gli immigrati in Italia, una preoccupazione dei cittadini o un problema per i politici?

Gli immigrati in Italia, una preoccupazione dei cittadini o un problema per i politici?
Immigrati in Italia

Uno studio condotto dalla fondazione Leone Moressa, un istituto di studi e ricerche nato nel 2002, ha realizzato il bilancio economico sulla presenza degli immigrati in Italia. Il rapporto, giunto alla quinta edizione e presentato esattamente un anno fa (ottobre 2015), rivela che il contributo da parte degli immigrati all’economia del paese, al netto delle spese sostenute dall’Italia per l’accoglienza, è pari a quasi 4 miliardi di euro ogni anno.

Gli immigrati in Italia, come incidono sull’economia del nostro Paese?

Ogni anno lo stato spende circa 12,6 miliardi di euro per l’immigrazione, vale a dire l’1,58% della spesa pubblica complessiva. Questi soldi vengono utilizzati per il welfare rivolto agli stranieri (ad esempio sanità, scuola, servizi sociali, asilo, integrazione) ma anche per il contrasto all’immigrazione irregolare.

Quanto ha ottenuto l’Italia dagli immigrati? Dei 5 milioni di residenti stranieri in Italia, circa 3 milioni e 460mila sono contribuenti. Nel 2014 hanno dichiarato redditi imponibili per 45 miliardi e mezzo di euro e versato Irpef netta per 6,8 miliardi di euro. I 2,3 milioni di occupati stranieri nel 2014 hanno prodotto ricchezza in Italia per 125 miliardi di euro. Il “Pil dell’immigrazione” è pari quindi a circa l’8,6% del valore aggiunto complessivo. Il 50% di tale importo è relativo al settore dei servizi. L’incidenza maggiore è nel settore della ristorazione e nell’edilizia dove raggiunge il 17-18%.

Gli immigrati creano anche lavoro. Nel 2014 si sono registrate 524mila imprese condotte da stranieri, che hanno prodotto il 6,5% (pari a circa 95 miliardi di euro).

Il totale delle entrate di 16,5 miliardi di euro nel 2014 ha quindi coperto con scarto i 12,6 miliardi di spesa pubblica. I cittadini stranieri hanno fruttato 3,9 miliardi di euro all’economia italiana.

Gli immigrati in Italia contribuiscono alla ricchezza e allo sviluppo del Paese

Di seguito i dati emersi dal Rapporto 2015 sull’economia dell’immigrazione stilato dall’istituto di studi e ricerche Fondazione Leone Moressa:

  1. Gli stranieri regolarmente impiegati sono 2,3 milioni e producono circa il 10% del Pil nazionale. Nel 2013 hanno versato 10,29 miliardi di euro in contributi previdenziali.
  2. Grazie ai contributi degli stranieri, 620mila anziani italiani hanno potuto ricevere la loro pensione. Sono gli stranieri e il loro lavoro, di fatto, ad avergliela assicurata.
  3. Le tasse versate dagli stranieri sorreggono il welfare nazionale e assicurano parte delle pensioni degli italiani. Visto che gli stranieri sono perlopiù giovani, beneficiano molto poco dei contributi che loro stessi versano nelle casse dello stato italiano.
  4. Complessivamente, tra il 2009 e il 2013, gli stranieri hanno contribuito con circa 45 miliardi di euro di contributi versati nelle casse dello stato italiano.
  5. Oggi come oggi un italiano su 10 ha più di 75 anni (l’età media è 44,4 anni), mentre gli stranieri che vivono in Italia e che hanno la stessa fascia d’età costituiscono lo 0,9% sul totale della popolazione italiana.
  6. Secondo le stime Istat, entro 10 anni gli immigrati potrebbero superare la cifra di 8 milioni, pari cioè al 13,1% sul totale della popolazione italiana. Nel 2050 gli immigrati saranno un quinto della popolazione e quasi un italiano ogni quattro avrà più di 75 anni.
  7. Gli stranieri creano anche lavoro. In Italia le persone nate all’estero gestiscono quasi 525mila attività commerciali (8,7% del totale) e grazie a queste fruttano circa 95 miliardi di euro di valore aggiunto. Tra il 2009 e il 2014 gli imprenditori stranieri sono aumentati del 21,3%. Quelli nati in Italia sono diminuiti di circa il 7%.
  8. Il bilancio tra uscite ed entrate degli immigrati che pagano regolarmente le tasse vede un saldo all’attivo di 3,9 miliardi di euro per lo stato italiano.

Lega all’attacco: «Basta accogliere gli immigrati nel nostro Paese»

La Lega di Matteo Salvini ha fatto scoppiare la polemica contro le recenti dichiarazioni “deliranti” del sindaco PD di Bergamo, Giorgio Gori. Quest’ultimo, infatti, aveva detto che a causa del calo demografico di 8 milioni di persone che sta colpendo la popolazione italiana, sarebbe necessario importare nel nostro paese un eguale numero di migranti. «Solo pochi giorni fa – ha dichiarato Alberto Ribolla, Segretario Cittadino e Capogruppo Lega Nord in Consiglio Comunale – l’ennesima dichiarazione del Sindaco Gori a favore dell’accoglienza dei migranti, non solo di chi ha diritto all’asilo (che va accolto), ma anche dei migranti economici, che sono a tutti gli effetti clandestini. Solo il 7%, infatti, dei richiedenti asilo ottiene lo status di rifugiato». «Il Sindaco Gori, così ha affermato in alcune interviste, a fronte di un calo demografico della popolazione italiana di circa 8 milioni di persone da qui al 2050, vorrebbe “importare” una pari quantità di stranieri, proprio per sostituirli agli italiani» – ha aggiunto Ribolla.

«Abbiamo già manifestato ed argomentato la nostra contrarietà all’idea (e ai costi) di accogliere sul nostro territorio milioni di persone (alloggi, vitto, istruzione, sanità) e aggiungiamo che non capiamo quale possa essere il problema nella redistribuzione della ricchezza fra un numero minore di persone, senza la necessità di dover importare manodopera a basso costo – ha continuato il consigliere comunale -. Probabilmente, però, fa comodo a qualcuno (pochi); ma a noi, e ai cittadini italiani, alla maggioranza del paese, no di certo. Noi ne subiremmo solo i costi economici e sociali, in una società già provata da una crisi economica e da una disoccupazione, anche giovanile, alle stelle. E non si parli delle pensioni, da vent’anni i nuovi assunti avranno pensioni con il metodo contributivo. La storiella che gli immigrati pagheranno le pensioni degli italiani è una farsa gigantesca». Ed ha proseguito – «invece che aiutare le famiglie, bergamasche ed italiane, a crearsi una famiglia, a fare figli, con tariffe ridotte e servizi ad hoc, la soluzione di Gori è quella di importare 8 milioni di stranieri». «Dopo aver risposto con due lettere alle esternazioni del Sindaco, la Lega Nord di Bergamo – ha concluso Ribolla – ha deciso di rendere nota la propria preoccupazione per le idee – a nostro parere – dannosissime che porta avanti (e che ha ribadito martedì 4 ottobre in una trasmissione su La7) attraverso la realizzazione di un maxi manifesto di impatto, che non lascia spazio ad interpretazioni. I cittadini bergamaschi, provati da una città sempre più degradata, piena di stranieri che delinquono, devono sapere di chi sono le responsabilità e quali idee abbia il Sindaco (rappresentante del Partito Democratico) in merito». La Lega Nord ha inoltre annunciato che dalla prossima settimana saranno affissi in tutta la città dei maxi manifesti (formato 200×140) per lanciare una grande compagna contro il sindaco.

Lo sgombero fai-da-te della Lega al Palaspecchi

Nicola Naomo Lodi, responsabile immigrazione Lega Nord, è indagato per violazione di proprietà privata e per lancio di oggetti pericolosi a seguito del blitz di pochi giorni fa al Palaspecchi di Ferrara. A presentare le denunce alla Digos di Roma – inizialmente contro ignoti, in quanto non vi erano ancora accertamenti in corso – è stato Giacomo Cavallo, presidente del consiglio d’amministrazione di Ferrara 2007 spa, proprietaria del Palaspecchi che ha denunciato, dopo esser stato informato del blitz di mercoledì sera, che un nutrito gruppo di persone ha fatto irruzione all’interno dello stesso edificio forzando la recinzione e dopo essere entrati avrebbero lanciato oggetti tra cui sanitari, pannelli, porte. «Sappiamo – ha specificato Cavallo all’ispettore Digos che redige la denuncia – che la questura di Ferrara ha provveduto ad identificare varie persone». Questa mattina, invece, è stato proprio il leghista Lodi ad autodenunciarsi alla polizia e ha rilanciato: «Le nostre battaglie andranno avanti. Ci chiediamo perché non denuncino coloro che ci abitano abusivamente da anni. Se sono pentito? Oggi rifarei la stessa cosa. Lo chiede la gente».

«Questo è un palazzo che va sgomberato e questa sera noi lo sgombereremo insieme a cittadini normalissimi e senza nessun atto di violenza» – questo era stato l’appello lanciato da Lodi prima di procedere allo sgombero del Palaspecchi. Come? Con una azione a dir poco eclatante, come lanciare fuori dalle finestre materassi, sanitari, porte, insomma tutto ciò che gli passava sotto mano. Un modo per affermare che il palazzo deve essere liberato dagli occupanti abusivi. L’obiettivo dichiarato all’inizio era di occupare a oltranza, alla fine però Lodi è sceso, seguito dagli altri “compagni di blitz”.

La denuncia dal punto di vista tecnico, anche se generica, può configurare la contestazione di violazione di area privata, ma da quanto si apprende sono in corso altre indagini per verificare reati procedibili d’ufficio, in quanto il blitz può esser ritenuto comunque manifestazione non autorizzata che ha di fatto turbato l’ordine pubblico: quella sera sul posto vi era uno spiegamento di forze di quasi una decina di pattuglie tra polizia, carabinieri, municipale e il massimo dirigente Digos, nonché capo di Gabinetto della questura, Pietro Scroccarello.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook