Olimpiadi Roma 2024, non se ne fa niente

Olimpiadi Roma 2024, non se ne fa niente

“Le Olimpiadi sarebbero un affare per i costruttori, la mia valutazione e’ che non siano sostenibili dal punto di vista economico. Altre città si sono tirate indietro, per gli stessi motivi, può farlo anche Roma.”

Il no alla candidatura della Capitale alle Olimpiadi 2024 arriva forte e chiaro dal sindaco Virginia Raggi che, in una delle rare conferenze stampa organizzate da inizio mandato, spiega le criticità che una decisione diversa avrebbe comportato per il nostro Paese.

Questa posizione era già stata espressa più volte dal Movimento durante la campagna elettorale ed è stata ribadita direttamente Beppe Grillo in questi giorni; dunque, difficile, aspettarsi qualcosa di diverso.

Eppure la Raggi, durante la campagna elettorale, aveva prospettato la possibilità di indire un referendum per lasciare la scelta ai romani su un tema tanto importante. Cosa ne è stato poi?

A chi le fa questa domanda il sindaco risponde che il 70% dei romani ha espresso il suo no in cabina elettorale preferendola a Giachetti, il quale “aveva trasformato il ballottaggio in un referendum sulle Olimpiadi”. E c’è chi pensa che questo no’ possa essere una buona carta per ritrovare il sostegno di Grillo e dei vertici del Movimento, piuttosto che una scelta democraticamente condivisa con i romani.

Ma- spiega la Raggi- questo non è un ‘no’ allo sport: “l’impianto di Tre Fontane dei Mondiali di nuoto diventerà un impianto paralimpico, la Vela di Calatrava diventerà una Città della conoscenza, vogliamo riqualificare i servizi e restituire ai romani una città degna delle capitali europei”.

Il gelo con il Coni è stato inevitabile, anche a causa di un incontro saltato con il presidente Malagò prima della conferenza stampa e non saranno di certo le buone intenzioni del sindaco a placare gli animi.

Resta il rimpianto per un’occasione persa, ma al di là dell’appeal dell’evento non si possono non considerare le difficoltà che ne avrebbe comportato la gestione. I 5 stelle ricordano come nel 2012 quello stesso no lo pronunciò l’allora presidente del consiglio Mario Monti, “quando – spiegano – il debito pubblico era 1.928 miliardi, il rapporto debito/PIL del 127% e il tasso di disoccupazione del 9,3%. Oggi il debito pubblico e’ 2.250 miliardi, il rapporto debito/PIL del 132,7% e il tasso di disoccupazione del 11,5%.”.

Probabilmente portare avanti la candidatura alle olimpiadi sarebbe stato un atto “irresponsabile”, come sottolineano dal Movimento. Ma per una volta sarebbe bello far parte delle città che non si tirano indietro, tra quelle che sanno guardare avanti con -com’era? – Coraggio.

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