Elezioni 2013, i risultati: lo tsunami e’ arrivato, sara’ coalizione Pd-Pdl?

Ore 13:01

Il ministero dell’Interno ha diffuso i dati ufficiali sui risultati delle elezioni per il rinnovo del parlamento, sono dati quasi definitivi in quanto manca solo lo spoglio dei voti dei residenti all’estero.

Alla camera dei deputati la coalizione di centrosinistra di Bersani, ovvero Pd, Sel, Cd e Svp, ha ottenuto 10.047.603 voti, pari al 29,54% dei consensi, ed equivalenti a 340 seggi.

Il centrodestra di Berlusconi, che comprende Pdl, Lega Nord, Fratelli d’Italia, la Destra, Grande Sud, MPA, MIR, Partito Pensionati, Intesa Popolare e Liberi per una Italia equa, ha ottenuto 9.923.109 voti ovvero il 29,18% delle preferenze corrispondenti a 124 seggi.

La vera sorpresa di queste elezioni, il Movimento 5Stelle di Grillo ha ottenuto 689.168 voti, il 25,55% e 108 seggi. La Scelta Civica di Monti, con Udc e Fli, è stato votato da 3.591.629 elettori, il 10,56% dei voti espressi e corrispondenti a 45 seggi. La Rivoluzione Civile di Ingroia ha preso 765.172 voti, 2,25% e nessun seggio mentre Fare per Fermare il Declino di Giannino 380.937 voti 1,12% e nessuna rappresentanza.

Al Senato il centrosinistra ha conquistato 9.686.398 voti, il 31,63% e 113 seggi, il centrodestra 9.405.786 voti 30,72% e 116 seggi. Anche qui il Movimento 5 Stelle si conferma terza forza con 7.285.648 voti, 23,79% e 54 seggi. Monti per l’Italia ha totalizzato 2.797.451 di voti il 9,13% e 18 seggi. Anche al Senato la Rivoluzione Civile di Ingroia non và oltre i due punti percentuali, è stata votata da 549.987 di elettori, il 1,79%, infine troviamo Fare per Fermare il declino con lo 0,90%, ovvero 278.597 voti.

I risultati di queste elezioni, parlano chiaro: a trionfare è stato il Movimento 5 Stelle di Grillo, lo tsunami è arrivato. Un trionfo che dopo le vittorie alle amministrative e regionali (vedi Parma e Sicilia) era nell’aria ma in pochi speravo a percentuali di questo tipo. Con un Tweet stamani Grillo ha commentato i risultati affermando: «Siamo diventati la prima forza in assoluto in tre anni senza soldi e senza aver mai accettato rimborsi elettorali».

Sul suo Blog ha poi aggiunto che Pd e Pdl:
«Faranno un governissimo pdmenoelle – pdelle. Noi siamo l’ostacolo. Contro di noi non ce la possono più fare, che si mettano il cuore in pace. Potranno andare avanti ancora 7, 8 mesi a fare un disastro, ma cercheremo di tenerlo sotto controllo. Cominceremo a fare quello che abbiamo sempre detto, le nostre stelle: l’acqua pubblica, la scuola pubblica, la sanità pubblica. Se ci seguono ci seguono. Se no la battaglia sarà molto dura per loro, molto dura».

L’altra notizia riguarda le esclusioni: restano fuori dal Parlamento Fini, Ingroia, Di Pietro, Giannino, Pannella, Bonino, Storace. Salvo sorprese dagli italiani all’estero non ci saranno parlamentari di Fli, Rivoluzione Civile, Idv, Prc, Pdci, Radicali, La Destra, Forza Nuova, Casa Pound, Ms-Ft, Fare per fermare il declino. Fratelli d’Italia invece avrà deputati ma non senatori. La lista Crocetta e il Grande Sud avranno un senatore ciascuno.

Il segretario Pier Luigi Bersani parlerà alle 17 all’ex Acquario di Roma dove è stata messa a punto la sala stampa del partito per seguire l’andamento delle urne.

Soddisfazione è stata espressa da vari esponenti del Pdl, che ricordiamo fin a pochi gironi fa era distaccata di almeno 10 punti percentuali dal Pd. Marcello Dell’Utri ad esempio ha affermato: «Si, lo ammetto, e’ un godimento personale unico! Un risultato bellissimo per me». Riferendosi a Berlusconi ha affermato: «La gente ancora lo vuole, e’ questo l’aspetto straordinario, il recupero e’ dovuto a lui, il partito e’ un’altra cosa».
Su cosa accadrà ora Dell’Utri spiega: «A meno che Grillo non si metta con Bersani, al Senato non c’e’ una maggioranza. Mi augurerei che destra e sinistra si mettano finalmente insieme per il bene del Paese».

Alla domanda di un giornalista che gli ha chiesto se Berlusconi accetterebbe di appoggiare un governo con presidente Bersani risponde: «Io credo di si. Per il bene del Paese lo accetterebbe, eccome. A patto di avere la sicurezza di essere…affettuosamente ascoltato e stimato. Non e’ vero che vuole governare a tutti i costi. A lui, prima di tutto, interessa sistemare le cose nel Paese, portarlo fuori dalle secche».

L’Unione Europea ha espresso l’assenza di preoccupazione visti i risultati del voto, e si augura che presto prenderà vita un governo.

Il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle ha dichiarato: «Chi ha la responsabilità in Italia sa che il paese ha bisogno di riforme. Quando si parla di crisi in Europa siamo tutti sulla stessa barca. Per questo è decisivo che in Italia, nell’ interesse dell’Italia e dell’Europa, vi sia al più presto un governo stabile e in grado di agire per il Paese».

Nonostante la positività espressa dall’Unione Europe però in borsa aleggia lo spettro dell’ingovernabilità. Un fantasma che sta portando in queste ore ad un duro crollo di Piazza Affari, sprofonda anche la Borsa di Madrid e scambi in netto calo anche per la borsa di Francoforte e Parigi. Uno scenario di instabilità che ha spinto di conseguenza l’euro in forte ribasso.

Ora i riflettori sono puntati sull’intervento di Bersani atteso per 17:00 di questo pomeriggio. Sempre nel pomeriggio saranno diffusi i dati definitivi sul rinnovo delle giunte regionali di Lazio, Lombardia e Molise.

 

Ore 15:50

Elezioni regionali chi conduce: Zingaretti nel Lazio, Maroni in Lombardia e Frattura in Molise

È iniziato lo spoglio delle votazioni per le elezioni regionali. In Lombardia, secondo una prima proiezione della Rai, il leghista Maroni è avanti con il 43% mentre Umberto Ambrosoli del centrosinistra segue con il 35,6%.

Nel Lazio Nicola Zingaretti del Pd è in testa col 38,8%, seguito da Francesco Storace, sostenuto dal Pdl, al 29,9%.
Nel Molise infine, secondo l’instant poll Rai-Piepoli, il candidato di centrosinistra Paolo Frattura è in una forchetta tra il 47 e il 49%, il candidato di centrodestra Michele Iorio tra 26 e 28%.

Ore 16:06

Voto all’estero, trionfa il Pd, male Grillo e Pdl.

Sono giunti anche i risultati dei voti all’estero: la vittoria è del Partito democratico (PD), sia alla Camera, 5 seggi sui 12 a disposizione, che al Senato, con 4 seggi su sei.

Dei quasi 3,5 milioni elettori all’estero hanno votato solamente in 1,12 milioni, ovvero il 32%.
Alla Camera dei deputati il PD ha ottenuto il 29,3%, seguiti dalla coalizione di Mario Monti, 18,4%, due seggi, e Popolo della Liberta, 14%. Grillo non ha trionfato fra i residenti all’estero ed ha ottenuto solo il 9,7%.
Al Senato il Pd conquista il 30,7%, la Lista Monti il 19,8% ed il Movimento associativo italiani all’estero 15,2% (1). Il Partito della libertà di Berlusconi con il 13,4% non ottiene invece alcun seggio.

Ore 18:45

Il primo discorso di Bersani

Il primo discorso di Bersani dopo i risultati delle elezioni: «È chiaro che chi non riesce a garantire governabilità non può dire di aver vinto. Non abbiamo vinto anche se siamo arrivati primi e questa è la nostra delusione».

Secondo Bersani sono due gli elementi che hanno influito maggiormente: «la crisi: la recessione più grave del dopoguerra a oggi, e la disoccupazione giovanile». Ma soprattutto «c’è stato un rifiuto della politica così come si è presentata in questi anni, di istituzioni inefficienti e di una politica apparsa moralmente non credibile».

 

Ore 21:35

Settima proiezione Piepoli per Rai: Lazio a Zingaretti, Lombardia a Maroni e Molise a Frattura

La settima proiezione dell’istituto Piepoli per Rai vede trionfare Zingaretti nel Lazio con il 39,1% dei consensi, segue Storace con il 28,6%, Davide Barillari (Movimento 5Stelle) con il 21,5% e Giulia Bongiorno, centro, con il 5,6%.

In Molise Paolo Frattura è primo con il 41,9%, segue Michele Iorio col 24,2%, mentre Antonio Federico (M5S) e’ al 18,4%.

In Lombardia è avanti Maroni con il 42,5%, Umberto Ambrosoli segue col 37,7%, Silvana Carcano (Movimento 5 Stelle) è al 13,8%.

 

Ore 21:46

Napolitano: non sono chiamato a commentare i risultati elettorali

Il capo dello Stato Giorgio Napolitano, in visita a Monaco di Baviera, con un breve discorso ha così commentato i risultati delle elezioni per il rinnovo del Parlamento: «Io non sono chiamato a commentare i risultati elettorali, sono chiamato ad attendere che ciascuna forza politica, in piena legittimità e autonomia, faccia le sue riflessioni, che poi mi verranno prospettate e solo allora trarrò le conclusioni. Sono qui all’indomani di elezioni molto attese nel mio paese e ho mantenuto il mio programma perché sono assolutamente sereno e perché quando il popolo sovrano si esprime il capo dello Stato deve solo riflettere e lasciar riflettere i rappresentanti delle forze politiche in Parlamento».

 

 

Enrico Ferdinandi
(Twitter @FerdinandiE)

26 febbraio 2013

 

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook