Elezioni: Grillo si impone come il primo partito e alla Camera c’è instabilità. Ora si attendono gli esiti delle Regionali

Finito lo lo spoglio del per il Senato e la  Camera, oggi è il turno delle regionali per l’elezione dei cinque candidati ai governi regionali. Le sedi dei partiti sono in trepidante attesa degli esiti definitive, ma Grillo vince dovunque.
Per il Senato, tranne che in Lombardia il centrodestra è in netto vantaggio, ma la presenza dei Grillini renderà complicate le coalizioni per la formazione di un nuovo governo e si rischia seriamente l’ingorvernabilità e un rapido ritorno alle urne:
Intanto stamane tutte le borse sono crollate e lo spread è andato alle stelle, perchè l’Europa ha paura di cosa succederà all’economia italiana, dopo che sono state bocciate le politiche di rigore di Monti.
A Milano Umberto Ambrosoli, candidato del centrosinistra, forse  potrebbe aiutare il risultato della sua coalizione,  grazie al voto disgiunto per il quale molti elettori hanno sostenuto Gabriele Albertini, i grillini e Rivoluzione Civile.

Al Senato Beppe Grillo, però trionfa e in Lombardia conquista il 17,2, mentre Mario Monti si ferma al  10,7.  Oscar Giannino e Rivoluzione Civile, di Antonio Ingroia, non superano  comunque intorno all’1%). Ma il dato che impone una riflessione è la  flessione della Lega. Ribaltata la sua posizione rispetto a due anni fa, quando aveva avuta un largo consenso e  in diverse province lombarde aveva superato il 30%. Il suo ribasso ora è di circa il 50% specie nei capoluoghi di provincia.
Il presidente della Repubblica Napolitano,  non poteva certo immaginare un peggior epilogo per il suo mandato, e avrà dei seri problemi a conferire l’incarico di governo, che dovrebbe darlo al partito di Grillo.
Difficile qualsiasi pronostico e tutto rimane in mano a lui, che dovrà mettere però, l’intero sistema paese, ma l’orizzonte e scuro quindi la decisione sarà  molto ponderata, si affrettano ad  assicurare dal  Colle.
Tante le scommesse per un percorso di riforme, prima tra tutte quella elettorale, ma anche la riduzione dei parlamentari  e la revisione del finanziamento pubblico ai partiti. Ci sarà una  Ma trovare una maggioranza anche solo per compiere uno di questi passi è senza dubbio un’incognita.

Sebastiano Di Mauro
26 febbraio 2013

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook