Elezioni 2013: 25mila studenti Erasmus esclusi dal voto

Gli studenti italiani che hanno aderito al progetto Erasmus, e si trovano di conseguenza fuori dal territorio nazionale, non potranno votare per le prossime elezioni previste per il 24 e 25 febbraio. Si tratta di ben 25mila studenti che, secondo la legge 27 dicembre 2001, n°459, e del Decreto-legge 18 dicembre 2012, n°233, non rientrano tra le tipologie di elettori residenti all’estero aventi diritto ad esprimere il loro consenso per corrispondenza, ovvero senza esser obbligati a dover far ritorno in Italia, naturalmente a loro spese.

Il voto per corrispondenza, al quale appartengono invece altre categorie come quelle di cittadini all’estero per motivi di servizio o missioni internazionali, è un diritto che evidentemente fa attrito proprio con lo stesso spirito che l’Erasmus trasmette agli studenti ed alle istituzioni, quello di una crescita formativa e culturale che ha luogo dall’incontro di esperienze differenti ma comunque facenti parte di una stessa, importante e comune area, quell’Europa di cui sempre di più facciamo parte.

Decisione questa che ha portato ad una lunga serie di polemiche da parte degli studenti, delle Università ma anche di politici e della società civile. Il governo, per voce di Elena Ugulini, sottosegretario all’istruzione, ha però precisato:

«Stiamo cercando una strada per risolvere il problema. Questa mattina mi sono interessata direttamente con il ministro dell’Interno per fare in modo che i ragazzi che stanno frequentando l’università all’estero possano poter votare. Mi sembra un loro Mi sembra un loro diritto che deve essere garantito. E non possiamo permettere che le famiglie paghino il viaggio di andata e ritorno per un diritto che, come cittadini italiani, devono poter esprimere anche se studiano all’estero».

Marco Mancini, presidente della Crui (Conferenza dei rettori delle Università italiane), ha commentato la notizia con queste parole:

«Apprendo dai media che gli studenti che partecipano al programma Erasmus non potranno votare alle prossime elezioni. Si parla spesso di ‘voto informato’, di ‘voto intelligente’. In quest’ottica i 25mila studenti che si assumono l’onere di un’esperienza all’estero rappresentano l’avanguardia intellettuale del nostro Paese e, al tempo stesso, la garanzia del nostro futuro. Precludere proprio a questi studenti il diritto basilare al voto mi sembra un’assurdità logica».

Mancini ha inoltre affermato che la Crui ha chiesto un incontro formale a Giulio Terzi, Ministro degli Esteri, per discutere di questo caso e provare a trovare una soluzione in grado di evitare che gli studenti Erasmus siano costretti a tornare in Italia a proprie spese per esprimere il loro voto.

 

Enrico Ferdinandi

18 gennaio 2013

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