Fassina, Rete Liberale e FdI riammessi dal Consiglio di Stato

Fassina, Rete Liberale e FdI riammessi dal Consiglio di Stato
Stefano Fassina

«Felice per sentenza Consiglio di Stato. La sinistra torna in campo a Roma più forte di prima», così Stafano Fassina sulla decisione presa dal Consiglio di Stato, che ha accolto l’appello presentato dalle liste ‘Sinistra per Roma Fassina Sindaco’ e ‘Rete Liberale’, escluse in prima battuta dal Tar del Lazio dalle prossime elezioni amministrative per Roma. Il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittima l’esclusione «perché nessuna disposizione di legge prevede, per la materia elettorale, la nullità di tali autentiche quando siano prive di data, purchè risulti certo che l’autenticazione sia stata effettuata nel termine previsto dalla legge».

Stessa sorte anche per la lista ‘Fratelli d’Italia’, esclusa in un primo tempo dalla competizione elettorale per l’elezione del Consiglio comunale di Milano a causa della mancata presentazione delle dichiarazioni di assenza delle cause di incandidabilità. Il Consiglio di Stato ha motivato la sua decisione specificando che «tale esclusione è stata ritenuta illegittima essendo state, in realtà, tali dichiarazioni depositate, complete in tutti i loro elementi, il giorno successivo, ed essendo il ritardo addebitabile ad un comportamento tenuto dalla stessa amministrazione».

«Il giudice di appello – si legge nella nota diffusa dal Consiglio di Stato – ha sottolineato l’importanza del principio democratico della massima partecipazione alle consultazioni elettorali nei casi in cui le liste siano in possesso di tutti i requisiti sostanziali e formali essenziali richiesti dalla legge».

Stefano Parisi, candidato sindaco per il centrodestra a Milano, ha salutato positivamente la decisione assunta dal Consiglio di Stato nei confronti di ‘Fratelli d’Italia’: «È veramente un’ottima notizia. Penso che sia giusto che i milanesi possano esprimersi come meglio credono. La democrazia è bella in quanto tale, perché non si ferma davanti alla burocrazia». Per lo sfidante del centrosinistra, Giuseppe Sala, «Va bene così. Anche se per noi sarà più difficile. A Milano è giusto che siano elezioni molto partecipate».

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