Pizzarotti indagato, lui risponde: ‘atto dovuto’

Pizzarotti indagato, lui risponde: ‘atto dovuto’

1. Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

2. La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.”

Così cita la norma dell’articolo 323 del codice penale in riferimento all’abuso d’ufficio; ma noi ormai siamo abituati ormai a sentire parlare di questo, è quasi all’ordine del giorno nella nostra politica, nonostante appunto, esso sia un reato.

Questa volta è toccato al primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti che insieme all’assessore alla cultura Laura Ferraris, è stato indagato per abuso d’ufficio in riferimento alla nomina del direttore generale e del consulente per lo sviluppo e i progetti speciali del Teatro Regio.

La notizia è stata annunciata dalla Gazzetta di Parma.

La vicenda parte da un esposto presentato dal senatore del Pd Giorgio Pagliari e le vicende hanno origine nell’autunno 2014 quando fu aperto il bando relativo alla nomina del direttore generale del Teatro Regio.

Sono 30 le domande pervenute, di cui ne vengono selezionate 7 e pare già per intromissione dell’assessore Ferraris.

Nel gennaio dello scorso anno la commissione che portava avanti la “ricognizione esplorativa”, fa sapere che non si ha ancora un nome e pochissimi giorni dopo invece viene annunciato che la carica in questione è stata ricoperta, Anna Maria Meo è direttore generale del Teatro Regio.

La notizia delle indagini che vedono coinvolti Pizzarotti, Ferraris e i membri del cda in carica al momento della nomina fa doppiamente scalpore per la corrente a cui il sindaco appartiene; Nogarin a Livorno, Pizzarotti a Parma, casi isolati o una morale del M5S che inizia a vacillare?

Pizzarotti dal canto suo fa sapere: “Sono tranquillo perché è un atto dovuto che rispetto pienamente. Era già emerso che ci fossero indagini in corso in ragione degli esposti del senatore Pd Pagliari. Sarà utile per chiarire la vicenda, con la Procura mantengo il consueto atteggiamento collaborativo. Il mio impegno continua senza esitazione”.

Attenderemo di sapere cosa la Procura stabilirà, se vi è stato o meno abuso d’ufficio da parte di funzionari pubblici che troppo spesso in virtù delle poltrone su cui siedono, tendono ad andare a vantaggio di alcuni.

L’andare a vantaggio però, implica lo svantaggio di altri e allora e quegli “altri” fossero più capaci e meritevoli? Semplice, ne risentirebbe solo la collettività, che non potrà beneficiare delle migliori qualità sul mercato.

Intanto, quasi inevitabilmente, arrivano le critiche dagli altri partiti politici, Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia che mettono in dubbio la capacità del M5S di governare; ma questo circuito di disonestà conclamata è radicato nella politica, negli uffici italiani, si respira nell’aria ed è pervasivo da fin troppo tempo per questo occorrerebbe rieducare i singoli, poi gli enti e alla fine questo mostro sacro quale la politica.

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