Referendum costituzionale, Renzi lancia la sfida: «Noi vinceremo, ma se perdo vado a casa»

Referendum costituzionale, Renzi lancia la sfida: «Noi vinceremo, ma se perdo vado a casa»
Matteo Renzi

«Noi vinceremo il referendum sulle riforme costituzionali, ne sono certo». A dirlo è il premier Matteo Renzi che ieri da Firenze ha voluto rilanciare la questione referendaria sulla riforma Boschi.

«Ho bisogno di voi, di 10.000 comitati in tutta Italia, composti da un minimo di 10 a un massimo di 50 persone» ha esordito il presidente del Consiglio, determinato a sostenere il referendum con una campagna casa per casa, porta per porta e «di girare come un globetrotter per vedere se gli italiani vogliono entrare nel futuro a testa alta».

E parlando specificatamente del referendum e dei suoi benefici, Renzi ha sostenuto che «grazie a questa consultazione un presidente della regione non guadagnerà più del presidente del Consiglio. Tutte queste cose determineranno divisione tra l’Italia che dice sì e l’Italia che sa dire solo no».

Con il referendum costituzionale di ottobre, i cittadini dovranno esprimere un si o un no sulla fine del bicameralismo perfetto. La riforma infatti prevede: la riduzione del numero dei senatori (da 315 a 100) e la loro nomina (eletti alle elezioni Regionali tra i candidati come consiglieri), la fiducia al Governo che potrà essere espressa solo dalla Camera, l’impossibilità del Senato di presentare emendamenti alle leggi fuori dalla sua diretta competenza. Anche il titolo V della Costituzione subirà delle modifiche in quanto sarà lo Stato a delimitare la sua competenza esclusiva, aumenteranno i poteri della Corte Costituzionale e il Cnel (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) verrà abrogato.

La portata del referendum sembra avere più una valenza politica che istituzionale. Accanto all’indubbio stravolgimento delle Camere, la consultazione di ottobre rappresenta il banco di prova per l’esecutivo, cosa che lo stesso premier ha ribadito nella sua Firenze: «Io non mi risparmio. La rottamazione non vale solo quando si voleva noi.  Se non riesco vado a casa».

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