Davigo guiderà Anm, già tensioni con Renzi

Davigo guiderà Anm, già tensioni con Renzi

E’ Piercamillo Davigo il nuovo Presidente dell’Associazione nazionale magistrati dallo scorso 9 aprile. Ex pm di Mani Pulite, leader di Autonomia&Indipendenza, Consigliere della II Sezione Penale e delle sezioni unite penali presso la Corte di Cassazione, Davigo è stato il magistrato più votato alle ultime elezioni dell’Anm. “Sarò il presidente di tutti”, ha esordito appena ha saputo del nuovo incarico che andrà a ricoprire.

Tensioni tra Premier e magistrati – Nel corso della riunione del nuovo direttivo dell’Anm, Davigo ha già evidenziato quali siano i punti di scontro tra la magistratura e la politica: “Non esistono governi amici né governi nemici, esistono governi con i quali non si può fare a meno di dialogare, ferma restando la pretesa del rispetto della nostra dignità”. La tensione tra il Premier e la magistratura, infatti, è andata crescendo proprio in questi ultimi giorni in occasione dell’indagine “Tempa Rossa”, condotta dalla Procura di Potenza e che ha portato alle dimissioni dell’ex ministra Federica Guidi e all’interrogatorio come testimone di Maria Elena Boschi. Renzi non ha perso tempo per ribadire la sua richiesta di una riforma sul tema delle intercettazioni; e la risposta di Davigo è arrivata immediatamente: “La pubblicazione di intercettazioni non pertinenti è già disciplinata dal reato di diffamazione. Non vedo il problema. […] Momenti difficili tra magistratura e politica ci sono da quando faccio il magistrato”.
“Non si tratta di corporativismo – ha ribadito il neo presidente – credo che sia possibile con la nostra unità trovare la fermezza per pretendere il rispetto della nostra dignità e per tutelare la giurisdizione. Inevitabilmente ci sarà una dialettica ma tutto può essere recuperato con pazienza e dialogo”.

Davigo risponde a Renzi – Davigo, inoltre, nel suo intervento al nuovo direttivo, ha voluto rispondere a una vecchia battuta che Renzi rivolse ai magistrati il 9 settembre 2014: “L’Anm protesta? Brrrr, che paura… Hanno protestato per il taglio degli stipendi e ora protestano per il taglio delle ferie”, disse il Premier parlando della riforma della Giustizia. “Quel ‘brrr che paura’ non mi è piaciuto per niente”, ha replicato Davigo. “Ma anche altre cose non mi sono piaciute. E’ possibile che un datore di lavoro decida di ridurre le ferie ai dipendenti senza consultarli e far credere che il disastro in cui versa la Giustizia dipenda dalle ferie dei magistrati? È una bugia, i magistrati italiani sono quelli che lavorano di più in Europa, bisogna dirlo con fermezza, difendere la nostra credibilità. Abbiamo i migliori investigatori del mondo, si è visto nella vicenda Abu Omar, un’altra pagina gloriosa per la magistratura italiana”.

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