Record disoccupati in Italia, quasi 3 mln: il 2013 sara’ peggio!

Un’indagine Istat ha rilevato che il tasso di disoccupazione sta crescendo sempre di più tanto che ad ottobre 2012 ha raggiunto il livello più alto (tenendo conto delle serie trimestrali) dal primo trimestre del 1999: l’11,1% della popolazione italiana non ha lavoro.

Ad ottobre 2012 (tutti i dati che saranno forniti fin ora saranno riferiti a questa data) il numero dei disoccupati è di 2 milioni e 870 mila, un dato che deriva da un aumento mensile del 3,3.

Constatazione ancor più allarmante se si prende in considerazione il tasso di disoccupazione tra i giovani di età compresa tra i 15 ed i 24 anni: a ottobre ha toccato quota 36,5%, il tasso più alto dal IV trimestre del 1992. Attualmente sono circa 644 mila i giovani in attesa di trovare un’occupazione.

Aumentano invece i lavoratori precari, anche qui si registra un record: fra dipendenti a tempo determinato e collaboratori si arriva a 2 milioni 877 mila precari.

Stabile invece il numero dei lavoratori part-time, sono 22 milioni 930 mila, l’Istat ha però sottolineando che oltre la metà, circa il 58%, sono lavoratori da “part-time involontari”, nel senso che sono costretti a lavorare meno ore in quanto c’è una forte mancanza di un impiego a tempo pieno. Gli occupati sono invece 22 milioni 930 mila, pari al 56,9%.

Il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli, ha commentato questi dati affermando: «E’ chiaro che anche l’occupazione soffre, è un dato ovviamente negativo ma atteso. Se l’economia rallenta non si può pensare che l’occupazione migliori, anche nei nostri dati c’é un peggioramento nel 2013».

Anche il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, ha fatto notare che: «il 2013, sul piano occupazionale, sarà ancora più pesante del 2012, che già è stato l’anno più pesante della crisi».

Un quadro questo comune anche al resto d’Europa, come l’Italia soprattutto la Francia, a tal proposito il presidente della Bce, Mario Draghi, ha detto che è fondamentale per Italia e Francia che vengano presto approvate delle riforme per «rendere meno rigido» il mercato del lavoro.

 

Enrico Ferdinandi

30 novembre 2012

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