Petrolio, M5S chiede la capigruppo. Lega Nord: Renzi, show indecoroso

Petrolio, M5S chiede la capigruppo. Lega Nord: Renzi, show indecoroso

Petrolio, il M5S chiede la capigruppo per calendarizzare la sfiducia

Il M5S ha depositato in Senato la richiesta di formare una riunione dei capigruppo con cui calendarizzare la mozione di sfiducia al governo per la vicenda legata al petrolio e al progetto Tempa Rossa, vicenda ribattezzata ‘Trivellopoli‘ dai pentastellati. La senatrice M5S Nunzia Catalfo ha preso parola nella seduta pomeridiana: «Il M5S, dato il coinvolgimento dell’ex ministro Guidi, della Boschi, della sottosegretaria Simona Vicari, di Vito De Filippo e dell’ammiraglio De Giorgi, chiede di convocare subito la conferenza dei capigruppo, così da calendarizzare l’esame della mozione di sfiducia in Aula il più presto possibile». La senatrice ha accusato governo e maggioranza di essersi macchiati di «atti gravissimi», per i quali l’esecutivo deve rispondere per «chiara responsabilità». Valeria Fedeli, vice del presidente Pietro Grasso, ha comunicato che la richiesta «sarà immediatamente riportata al Presidente del Senato che adotterà le sue determinazioni al riguardo».

Candiani: show indecoroso da parte di Renzi

La richiesta di convocare una capigruppo è stata avanzata anche dalla Lega Nord attraverso il senatore Stafano Candiani, che ha parlato di «show indecoroso» da parte del presidente Renzi «che ha fatto addirittura modificare il palinsesto di RAI3 per andare in televisione e cercare di giustificare davanti al Paese quanto è moralmente ingiustificabile in qualsiasi altro Paese che possa dirsi democratico: ovvero, che ci sia un comitato d’affari al Governo del Paese. Un comitato d’affari presieduto da una persona non eletta! Questo è quanto sta accadendo». Noi, ha aggiunto, «avremmo voluto averlo qui oggi. Vogliamo chiarezza e chiediamo la capigruppo» affinché «sia calendarizzata subito una mozione di sfiducia».

Sinistra Italiana lavora a una commissione d’inchiesta parlamentare

De Petris (Sinistra Italiana) ha rimarcato l’intenzione di sfiduciare il governo Renzi già emersa nelle dichiarazioni dei giorni scorsi; secondo la senatrice «Non è possibile che la vicenda si chiuda con le dimissioni della Guidi. C’è – osserva – una commistione d’interessi e a questo proposito stiamo lavorando a una commissione d’inchiesta parlamentare» che faccia luce sulla vicenda. «Manca una legge seria sul conflitto d’interessi; i cittadini sono ben coscienti di quanto i poteri forti, anche stranieri (e cita Shell e Total), abbiano influenzato scelte fondamentali per il Paese». De Petris ha parlato di «frenesia fossile», per la quale il governo deve «assumersi responsabilità».

Romani (Fi): la capigruppo serva a fare chiarezza

Anche Paolo Romani (Fi-Pdl) si è espresso a favore della convocazione della conferenza dei capigruppo: «La mozione di sfiducia è uno strumento tipicamente parlamentare, e perché questo possa avvenire chiediamo anche noi la convocazione della Conferenza dei Capigruppo, perché le mozioni presentate – penso che saranno più d’una – possano essere calendarizzate e deliberate, in maniera tale che soprattutto il Parlamento, e il Senato nello specifico, possa essere messo nella condizione di poter approfondire un tema che penso riguardi tutti i cittadini italiani». Concorde anche Bonfrisco (Conservatori e riformisti): «Io, con la stessa serietà che ha distinto i colleghi che hanno richiamato l’obbligo di rispondere al Parlamento e l’obbligo che il Parlamento ha di occuparsi delle vicende più importanti, oltre che di quelle legate all’ordinario lavoro svolto sulla conversione delle leggi, mi associo alla richiesta che sia una Conferenza dei Capigruppo a stabilire e a decidere come si proceda».

Giovanardi: si rifletta prima di alzare il polverone

Il senatore Giovanardi, invece, ha richiamato l’Aula a non dare giudizi sull’operato del governo: «Qualche mese fa ho difeso il collega Azzollini quando c’è stata la richiesta d’arresto per un’attività che il collega aveva svolto come Presidente di Commissione. La magistratura opinava che i comportamenti sui quali il Parlamento si era espresso fossero penalmente perseguibili. Mi sembrava una cosa – anche se i colleghi del Pd in Commissione avevano votato per l’arresto – che rasentava la follia. Oggi sento colleghi, dentro e fuori da quest’Aula, dire che se il capo di Stato maggiore della Marina parla con il Ministro o sollecita l’approvazione di una legge navale per rimodulare o rifare la nostra flotta questo sarebbe un traffico di influenze illecite. Leggo poi che il ministro Pinotti sarebbe coinvolta nella vicenda perché, essendo eletta in Liguria, ed essendoci in Liguria La Spezia dove si trova parte della flotta, ecco che scatterebbe il reato. Avviso i colleghi di maggioranza e di opposizione che noi abbiamo subìto come Centrodestra infami iniziative delle procure tese a delegittimare la politica. Adesso, come capita agli apprendisti stregoni, quelli che hanno voluto norme folli come il traffico di influenze illecite incominciano a capire che cosa vuole dire quando si alzano polveroni incredibili. Quindi, in quest’Aula non si tratta di dare un giudizio sull’operato del Governo. Mi rivolgo a tutti i colleghi invitandoli ad un approfondimento, al di là dei polveroni, rispetto a cosa sta accedendo perché si può essere assolutamente favorevoli – come lo sono io – ad un’autorizzazione a procedere per l’estrazione del petrolio o alle piattaforme in mare ed essere contrari a fatti di malcostume, che però vanno documentati per capire se c’è corruzione, se c’è concussione, se ci sono tangenti. Non si può teorizzare, come è stato fatto qui – e per questa ragione chiedo anch’io che i Capigruppo ci consentano di discutere – su un emendamento proposto dal Governo e avallato da un Ministro per i rapporti con il Parlamento. Io ho svolto quell’incarico per 5 anni; ho firmato centinaia di emendamenti e ci mancherebbe altro che ogni volta che firmavo un emendamento che il Presidente del Consiglio voleva portare in Aula, fossi penalmente perseguibile, che fossero penalmente perseguibili i Presidenti di Commissione, i Ministri. In un Paese democratico la politica è anche scegliere, e si sceglie – come si sa – anche sulla base di input che provengono dalla società civile, dai sindacati, dalle associazioni. Si chiama dialettica democratica. Non cambio idea, allora, se sono maggioranza o opposizione, e chiedo a tutti un po’ di riflessione e cautela quando si parla di argomenti come questo, che intaccano direttamente anche la possibilità di un Paese di essere democratico».

Falanga: Guidi indagata? non mi risulta

Falanga (Ala), infine, ha espresso apprezzamento verso l’intervento di Giovanardi, sottolineando inoltre che pur comprendendo «perfettamente la posizione del M5S, così come comprendo la posizione di altre forze, come Sel, non riesco a capire la posizione di forze politiche che per anni, in questo ultimo ventennio, hanno gridato la necessità di avere una magistratura indipendente e svincolata e una classe politica che potesse svolgere serenamente il proprio lavoro, senza subire attacchi molto spesso anche strumentali da parte della magistratura stessa. Ho sentito il collega della Lega Nord parlare di un procedimento che vedrebbe coinvolto il ministro Guidi come indagata. Non mi risulta questa notizia». Il senatore ha concluso l’intervento ricordando una frase del «grande» senatore Mancuso «la giustizia di popolo è giustizia tribale».

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