Petrolio, Renzi fa da parafulmine: ‘i magistrati m’interroghino’

Petrolio, Renzi fa da parafulmine: ‘i magistrati m’interroghino’

Dal polverone che l’inchiesta “petrolio” ha sollevato, il premier Renzi muove le sue dichiarazioni, anzi, è particolarmente impegnato in queste ore a rilasciare spiegazioni, a scrivere ovunque gli sia possibile, anche sui social come è solito fare, per “scrollare” di dosso ai suoi ministri in primis  e al suo partito poi, le accuse pesanti che arrivano da ogni fronte.

Al centro delle polemiche vi è l’emendamento del Governo Renzi, quello che ha permesso la costruzione del Centro  Oli sul sito di “Tempa rossa”; proprio a questa costruzione è legato uno dei tre filoni di inchiesta che la Procura sta portando avanti in questi giorni.

Ed è proprio allo stabilimento di “Tempa rossa” a Potenza, che è legato l’indagato Gianluca Gemelli, imprenditore e compagno del dimissionario Ministro per lo Sviluppo Economico Federica Guidi.

Ex Ministro la Guidi che sarà ascoltata dai Pm come soggetto informato sui fatti, insieme ad un altro Ministro del Governo Renzi, Maria Elena Boschi.

La Boschi ha dichiarato però di non essere a conoscenza del fatto che Gemelli fosse il compagno della Guidi, inoltre ha rivendicato la propria buona fede e quella dei suoi colleghi, sostenendo di aver agito solo guardando alle opportunità per lo sviluppo del territorio, che questa costruzione avrebbe creato.

Sulla stessa linea le dichiarazioni del Presidente del Consiglio, che nelle ultime ore ha aggiunto: “Ho scelto io di fare l’emendamento e lo rivendico con forza. Se i magistrati vogliono mi interroghino”.  Il Premier dunque vuole “mettere la faccia” in una situazione davvero poco piacevole, ma a quanto pare, da alcune indiscrezioni, sembrerebbe che la Procura di Potenza non avesse certo pensato di ascoltare il Premier sulla questione.

Nella trasmissione domenicale In mezz’ora, ieri Renzi ha deciso di affrontare la questione dell’inchiesta “petrolio” e con fermezza ha dichiarato:” Le opere pubbliche sono state bloccate per anni, la scelta di sbloccarle è del mio governo. Vale per “Tempa Rossa”, per Pompei, per Bagnoli e per altre ancora”, ha po aggiunto:”Federica ha sbagliato e ha fatto bene a trarne le conclusioni”.

GOVERNO DELLE LOBBY?

A detta del Premier, sempre durante la trasmissione di ieri, questa domanda lo fa “schiantare dal ridere” e questo nonostante la situazione e quanto sta venendo fuori dalle indagini, abbia davvero poco di ludico o ironico.

Ma forse anche il Presidente del Consiglio, in cuor suo è conscio della gravità delle recenti accuse che riguardano i suoi Ministri, personaggi che dovrebbero essere ligi e “servire” lo Stato Italiano e non trovarsi coinvolti in situazioni “antipatiche” come questa. Tutto questo ovviamente se le indagini ne accertassero davvero responsabilità e colpevolezza.

Intanto il Premier, proprio per prendere le distanze dalle accuse fastidiose che piovono sul suo partito, sostiene a gran voce di essere il primo a volere che chi sbagli, paghi; non solo, Renzi si sente tirato in causa in prima persona, da questa spiacevole situazione e per questo si dice disponibilissimo ad un colloquio con i Pm.

“Vorrei chiarire che l’indagine non riguarda il dovere di sbloccare le opere pubbliche, i cittadini ci pagano per questo.  Altro è se qualcuno ha pagato tangenti e in quel caso voglio che si scopra e chiedo ai magistrati di fare il massimo degli sforzi. Chi sbaglia paga”, continua poi: “A me dà noia quando mettono in discussione la mia onesta, sono un ragazzo di Rignano sull’Arno. Possono dirmi che non sono capace ma non disonesto”.  Parole simili a quelle della Boschi, si fa arrivare chiaro il messaggio alle opposizioni, Grillo e Berlusconi, che più di tutti additano con forza un Governo “torbido” e sempre presente negli scandali; quindi i due del Pd, Renzi e Boschi, dichiarano comunemente di accettare critiche sulla loro “possibile” incapacità, ma non sull’onestà che alcuni oggi mettono in discussione.

Intanto sul successore della Guidi, su chi quindi andrà a ricoprire il ruolo di Ministro per lo Sviluppo Economico, Renzi non lascia trasparire nulla sulla possibile scelta, sostiene solo che il primo con cui ne parlerà sarà il Presidente della Repubblica Mattarella, come d’altronde vuole la prassi istituzionale e la nostra Costituzione.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook