Diffamazione, Ddl Sallusti: torna il carcere per i giornalisti

Senato: 131 sì, 94 no e 20 astenuti e governo battuto. Con questa votazione il Senato ha detto sì alla reintroduzione del carcere per i giornalisti. Il Ddl Sallusti, varato dopo la condanna del direttore del Giornale Alessandro Sallusti e presentato in aula dalla Lega prevede, in caso di diffamazione la possibilità “della reclusione fino ad un anno” o della multa da 5mila a 50mila euro, tenuto conto della gravità dell’offesa e della diffusione dello stampato.

Contrario all’emendamento il sottosegretario alla Giustizia Antonino Gullo che ha confermato di aver dato parere negativo alla proposta leghista, dopo aver invitato il Carroccio al ritiro.

Il responsabile Giustizia dell’Idv Luigi Li Gotti ha invece affermato: “Questa norma passa con un voto anonimo voi della Lega avete ottenuto un grande risultato politico”.
Dello stesso parere il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda: “In Parlamento il voto segreto è legittimo quando i regolamenti lo prevedono. Ma oggi, in Senato, la segretezza è stata usata come arma rancorosa contro la libertà di stampa”.
Dopo queste dichiarazioni Zanda ha chiesto la sospensione dei lavori, Renato Schifani registrando la quasi unanimità dei gruppi l’Aula del Senato ha così accolto positivamente la richiesta e rimandato la questione del come procedere all’esame del ddl sulla diffamazione a mezzo stampa a domani quando si terrà una Conferenza dei Capigruppo di Palazzo Madama alle 12,30.

Enrico Ferdinandi

13 novembre 2012

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