L’omicidio stradale è legge, ecco cosa prevede

L’omicidio stradale è legge, ecco cosa prevede

Dopo anni di richieste da parte dell’opinione pubblica, delle famiglie che hanno perso i propri cari sulla strada e delle associazioni che essi hanno costituito; a seguito delle innumerevoli petizioni e richieste da essi mosse, la politica mercoledì ha risposto con una legge da tanto attesa. Nella giornata di ieri infatti, il Senato ha approvato la nuova legge sull’omicidio stradale, a seguito di un percorso parlamentare che sembra lunghissimo.

Quello che i 149 senatori favorevoli hanno approvato è un disegno di legge che introduce il reato di omicidio stradale, disegno che unisce un bis e un ter all’articolo 589 del codice penale.

Chiunque causi la morte di una persona violando le norme stradali incorre nel rischio di ricevere dai due ai sette anni di reclusione; differenti invece le sorti per chi miete vittime a causa della propria guida sotto l’uso di droghe o in stato di ebbrezza con un tasso alcolemico superiore a 1,5 grammi per litro, per chi rientra in queste situazioni vi è l’aggravante dell’omicidio colposo e pertanto rischia la reclusione dagli otto ai dodici anni.

Per questo secondo caso, la pena varia a seconda del tasso alcolemico di cui dispone il conducente, di fatti vi è una riduzione se questo è sopra gli o,8 grammi ma inferiore all’1,5 grammi per litro.

A queste varianti si aggiunge un’ulteriore aggravante che può variare a seconda della patente: se il conducente ne è sprovvisto o se gli sia stata sospesa o revocata.

Il fattore che ha più rilievo nell’attribuzione della pena è la fuga, difatti qualora il reo fugga dopo aver commesso il fatto, la pena attribuitagli non può essere inferiore ai cinque anni e la pena inoltre può essere aumentata da uno ai due terzi.

Il ddl approvato dal Senato prevede pene anche per chi compie lesioni stradali di vari natura e va anche ricordato che questo ddl ha portato con se numerose polemiche volte al Governo che ha posto la votazione sul disegno di legge per il reato di omicidio stradale, sotto la luce del conferimento della fiducia. Questa è una mossa che non è piaciuta in particolar modo ai componenti di Forza Italia e M5S. Fortunatamente però questa volta il Senato si è espresso in maniera conforme su una legge che ha iniziato il suo iter in Parlamento quattro anni fa, una legge da tutti richiesta, acclamata ma arrivata in essere tra mille difficoltà.

Il “finalmente” che si leva dall’Aula, dalle case delle famiglie che hanno visto i loro cari strappati alla propria quotidianità a causa di errori e leggerezze umane, non lascia dubbi: la nuova legge era necessaria.

Subito dopo la votazione arriva anche un tweet del presidente Matteo Renzi: “Per Lorenzo, per Gabriele, per le vittime della strada. Per le loro famiglie. L’omicidio stradale è legge. #Finalmente“.

Purtroppo però, se tra l’opinione pubblica è stato tirato un sospiro di sollievo a seguito della votazione del Senato, in alcune famiglie che hanno visto i loro cari divenire vittime della strada e che hanno visto soprattutto, gli uccisori dei propri cari girare imperturbati magari per strada e magari anche nuovamente alla guida di un veicolo, non è poi così facile tirare un sospiro di sollievo.

Il problema, ciò che rivendicano le famiglie è la retroattività di questa legge, affichè chi abbia sbagliato in passato, possa pagare oggi sulle basi del nuovo ddl.

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