Quanto ci costa Renzi?

Quanto ci costa Renzi?

Record di voti di fiducia e aumento delle spese di Palazzo Chigi, è la fotografia dei primi 2 anni di attività del Governo Renzi che troviamo nel dossier “Fidati di me” pubblicato da Openpolis. E mai titolo poteva essere più appropriato visto che i voti di fiducia chiesti al Parlamento sono la cifra distintiva di questo governo, (51 quelIi richiesti sino ad oggi) che hanno superato in numero assoluto quelli richiesti dal governo Monti (49). Ragionando in termini percentuali le fiducie richieste rispetto alle leggi approvate sono il 31.01% mentre nel governo Berlusconi erano il 16.4% e in quello Letta il 27.78%.

Confrontando il governo di Matteo Renzi con i 3 esecutivi che lo hanno preceduto, presieduti da Berlusconi, Monti e Letta si scoprono dati molto interessanti che aiutano ad inquadrare quello che è il rapporto tra parlamento e governo, che appare sempre più sbilanciato a favore di quest’ultimo.

Dal 2008 ad oggi la maggioranza a sostegno del governo si è andata frammentando in un numero sempre maggiore di partiti, infatti nel post Berlusconi hanno preso vita i governi delle larghe intese con nomi ricorrenti sulle poltrone assegnate negli ultimi 8 anni: Alfano, De Vicenti, Gentile, Delrio, Casero, Giro e Vicari ne sono l’esempio più rappresentativo, in virtù della loro appartenenza politica trasversale, hanno collezionato almeno 3 incarichi negli ultimi 4 governi.

INIZIATIVA LEGISLATIVA

Numeri alla mano si ha la conferma di come il parlamento sia relegato ad un ruolo subalterno rispetto al governo; sì perchè diventano legge il 30% dei disegni di legge proposti dall’esecutivo e solo l’1% di quelli di iniziativa parlamentare.

C’è un forte squilibrio anche sui tempi di approvazione dei provvedimenti: le proposte di iniziativa governativa viaggiano sulla media di 156 giorni, quelle di iniziativa parlamentare impiegano più di un anno per essere licenziate.

Stesso discorso vale per gli emendamenti, ovvero le proposte di modifica dei testi legislativi, vengono approvati il 50% di quelli presentati dall’esecutivo, hanno invece chance di successo solo il 5.42% delle proposte dei deputati e l’1.25% delle proposte dei senatori.

Altro elemento analizzato da Openpolis è quello delle interrogazioni, ovvero gli atti di carattere non normativo attraverso i quali i parlamentari invitano il ministro competente a fornire una risposta su vari quesiti. In questa legislatura ne sono state presentate già 30.000 ma di queste solo il 34% ha ricevuto una risposta.

SPESE DI PALAZZO

Se con Monti e Letta si era registrato un taglio alle spese sostenute dalla Presidenza del Consiglio che nel 2013 si attestavano sui 3.5 miliardi di euro, con Matteo Renzi i numeri tornano a crescere, soprattutto nella voce di spesa del segretariato generale, nella quale si passa dai 396 milioni di euro del 2013 al record dei 754 milioni di euro del 2014. Non male per un governo che, in effetti, anzichè ridurre le spese ha preferito tagliare ben 3 commissari alla spending review.

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