Renzi sui migranti: “O tutti solidali o niente fondi”

Renzi sui migranti: “O tutti solidali o niente fondi”

Nella serata di ieri è iniziata la prima sessione di lavoro del Consiglio europeo a Bruxelles, dedicata al negoziato con Londra per scongiurare la Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, e per cercare di fare fronte alla crisi migratoria. La discussione nella cena dei leader dei 28 paesi dedicata alla crisi dei profughi è durata sei ore ed è stata piuttosto accesa. Alle due e mezza del mattino il premier Matteo Renzi ha riassunto così questa prima giornata di vertice europeo: “Passi avanti timidi sull’immigrazione, qualche passo indietro sull’accordo inglese”.

TENSIONI AL SUMMIT UE SUI MIGRANTI

Nella cena di lavoro non sono mancate tensioni sulla crisi migratoria, tema sul quale nelle ore che hanno preceduto l’inizio dei lavori si è registrato lo scontro aperto tra Austria e Commissione Ue. L’Austria ha infatti annunciato di voler introdurre controlli alle frontiere e quote agli ingressi – Vienna resta isolata in Ue sulle misure varate per ridurre il flusso dei migranti. Un posizione definita come unilaterale e non concordata a livello Ue che viola la legge europea e internazionale, in particolare il trattato di Ginevra, considerato un baluardo da difendere. Jean Claude Juncker, il presidente della Commissione europea, ha bocciato senza appello le decisioni dell’Austria: “Non mi piacciono”. Mentre il cancelliere austriaco Werner Faymann difende in modo irremovibile le decisioni prese: “L’Austria ha fatto molto più di tanti altri Paesi” – e credendo fermamente in questo, non accetta in alcun modo le critiche e conferma le proprie scelte. “Se ogni Paese facesse come l’Austria” – ha proseguito riferendosi all’accoglienza che il Paese aveva in un primo tempo garantito – “non ci sarebbero problemi”. E poi annuncia una intesa con Berlino: l’Austria continuerà a lasciar fluire i migranti verso la Germania, ma sulla base di quote comunicate da Berlino a Vienna.

Il presidente della Commissione, dopo aver premesso di disapprovare la decisione dell’Austria di ripristinare i controlli alle frontiere nazionali, ha assicurato: “Ne riparlerò con il cancelliere Faymann”.

Di fatto il risultato è che da oggi viene applicata la quota giornaliera di richieste di asilo decisa dalle autorità austriache per limitare il numero di migranti in arrivo. Vienna non accetterà più di 80 richieste di status di rifugiato al giorno mentre sarà permesso il transito attraverso il territorio austriaco fino ad un massimo di 3.200 migranti che potranno cercare asilo in uno degli Stati confinanti.

RENZI: “O SIETE SOLIDALI NEL DARE E NEL PRENDERE, OPPURE SMETTIAMO DI ESSERE SOLIDALI NOI PAESI CONTRIBUTORI”

Una presa di posizione molto dura è stata anche quella del premier Matteo Renzi che, proprio durante la cena, ha ammonito i paesi dell’Est e l’Austria a trovare un accordo con l’Unione europea sui migranti: “Basta con le prese in giro. La solidarietà non può essere solo nel prendere. Inizia ora la fase della programmazione dei fondi 2020. O siete solidali nel dare e nel prendere, oppure smettiamo di essere solidali noi Paesi contributori. O accettate i migranti o noi, Paesi contributori, vi bloccheremo i fondi. E poi vediamo”. Le parole del Presidente del Consiglio hanno ricevuto il consenso da parte dei Paesi fondatori, Francia e Germania. Mentre l’Ungheria, per bocca del suo portavoce, ha reagito duramente: quello del premier italiano è un “ricatto politico”.

Dopo oltre sei ore di discussione, la cena si è conclusa con l‘adozione delle conclusioni sull’immigrazione e l’annuncio di un vertice con la Turchia a marzo. “Oggi c’è stata unanimità nel riconoscere che abbiamo bisogno di una risposta europea alla crisi dei profughi e non azioni unilaterali” – ha dichiarato il presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker.

NODO BREXIT

Sulla questione del negoziato con il Regno Unito, il cosiddetto nodo Brexit, invece, la riunione riprende oggi dopo una prima sessione ieri pomeriggio e il lavoro notturno sul testo di un possibile accordo degli esperti giuridici. “Sono abbastanza fiducioso che ci sarà un’intesa con la Gran Bretagna. Credo che avrà un ruolo collaborativo e costruttivo all’interno dell’Unione”, aveva detto all’inizio della seduta Juncker, mentre a Bruxelles David Cameron avvertiva: “Il negoziato è difficile. Vengo a battermi per la Gran Bretagna. Se si arriva a un buon accordo accetterò, ma non firmerò mai qualcosa che non risponda ai nostri bisogni”. Le richieste di Cameron riguardano quattro settori: immigrazione, sovranità nazionale, eurozona e competitività.

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