Elezioni in Sicilia: record di astensioni, vince Crocetta e i Grillini sono il primo partito

Dopo un lungo scrutinio la Sicilia ha un nuovo governatore ed è Rosario Crocetta. Ma il vero vincitore è stato l’astensionismo: ha votato solo  il 47,42% degli aventi diritto ed è innegabile il boom del Movimento 5 Stelle. Quel boom che Grillo aveva fatto urlare ai siciliani si è veramente realizzato. Ora il M5S è il primo partito dell’isola con il 14,9% dei consensi.
A pagarne le conseguenze è stato  il Pdl, che è andato malissimo,  ha racimolato solo  il 12,9 % dei voti contro il 33% delle ultime consultazioni regionali. Anche il  Pd ha perso consensi e dal 18,7%, passa al 13,5%, mentre l’ Udc si attesta  al 12,5%.
Quando mancava poco a chiudere lo spoglio il candidato democratico ha sorpassato di 5 punti Nello Musumeci. Pdl, raggiungendo 30,5% il primo, 25,5% il secondo. Al terzo posto invece  Giancarlo Cancelleri del M5S  con il 18,2%. Seguono Gianfranco Micciché, di Grande Sud e Fli com il 15,4%) e Giovanna Marano di Sel e Idv cpn il 6%. Infine appena sopra 1% a Mariano Ferro del Popolo dei forconi,  Cateno De Luca,  Rivoluzione siciliana, Gaspare Sturzo, Sturzo presidente. Insignificanti i voti per  Giacomo Di Leo (Pcl) e Lucia Pinsone (Voi).

Ma come si diceva, a prevalere su tutto è stato l’asensionismo, infatti  47,42% di astenuti è tantissimo, una cifra pari a 2.203.885 elettori. Si deduce che mancano  7 parlamentari regionali per poter avere avere una maggioranza risicata di 46 deputati su 90. Quindi adesso comincia la fase più difficile,  ed il nuovo presidente della Regione dovrà trovare delle alleanze, che ha annunciato farà di volta in volta per avere i consensi dei voti necessari per poter governare.
Bersani, che è stato uno dei primi a commentare i risultati siciliani ha detto sono  “risultati storici”. Non è d’accordo invece il  sindaco di Palermo Leoluca Orlando, deluso dalla valanga di astensioni.
Una situazione dunque niente affatto facile ed è doloroso pensare che quasi la  metà dei siciliani non è andata a votare. Come si riuscirà correre ai ripari in vista del più importante voto delle prossime elezioni politiche della primavera?
I leader nazionali non hanno convinto, questo è  un dato di fatto e l’intera classe politica italiana deve decidere un cambiamento di rotta. La Sicilia dunque è stato un test importante, la cartina tornasole per tutto il Paese. Le classiche distinzioni destra, sinistra, centro  non esistono più. Tutto ora è basato sulle alleanze per prendere più voti possibili.
Quello che era il primo partito in Sicilia, si è dissolto come neve al sole, per colpa degli scandali degli ultimi tempi che hanno fatto capire agli elettori quali e quanti siano gli  interessi personali, sempre più lontani dalle reali necessità degli italiani.
Crocetta, dunque vince come candidato del Pd, ma con l’appoggio dall’Udc di Casini, quindi in realtà sia l’uno che l’altro partito perdono deputati rispetto all’ultima tornata elettorale. La vittoria dell’ex sindaco di Gela è stata realizata solo grazie ad  una serie di fattori, uno di questi, sicuramente è il coraggio che ha dimostrato  nell’amministrare il suo comune, ponendosi in contrasto con la mafia.
Il nuovo Presidente della Regione deve confrontarsi con una realtà piena di problemi, a partire dal buco di bilancio, che è  spaventoso. Non sarà affato facile trovare gli equilibri e realizzare il cambiamento annunciato.
Chi esulta sono i “grillini”, essendosi imposti sull’isola come la vera novità positiva di queste elezioni. Il suo leader  Cancelleri  era uno dei favoriti e si piazza al terzo posto, scavalcando perfino Miccichè e divenendo  il primo partito in Sicilia a far parte ed entrare a pieno titolo nelle stanze del potere e senza dubbio influenzerà il prossimo voto nazionale.

Sebastiano Di Mauro
31 ottobre 2012

 

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