Che breccia Pisapia!

di Federico Cirillo

Gli autogol della Moratti a Milano, la disfatta del Carroccio a Bologna, l’exploit di Fassino a Torino e la sorpresa De Magistris a Napoli: questi i principali temi della tornata amministrativa che ha coinvolto, oltre alle quattro grandi città, anche altre 11  provincie. Ma partiamo dalle 4 “big” ; i passi falsi dell’uscente sindaco ed ex ministro Letizia Moratti in campagna elettorale, non hanno rappresentato solamente una mesta caduta di stile, ma anche un vero e proprio crollo nell’opinione pubblica e nei risultati elettorali: ci si aspettava un en-plain totale per la candidata del centro destra che avrebbe dovuto, con facilità e come auspicato, teorizzato e profetizzato dal premier, sbaragliare i “sinistri” concorrenti senza dover ricorrere all’arma, a doppio taglio, del ballottaggio.

Così non è stato, e così non sarà; Pisapia, infatti, sorprende tutti e, forte addirittura di 7 punti di vantaggio sull’avversario politico, trascina il verdetto finale: appuntamento quindi rinviato di 15 giorni, la mamma di “batman” ha fatto flop! Così come l’umorismo spicciolo e meschino sfoggiato a Piazza Maggiore dal duo Bossi –Tremonti: anche in questo caso le facili profezie – <<Vinceremo al primo turno!>>, arringava il Senatur – e le scontate battute – <<Merola? Non siamo a Napoli>> – han portato bene alla parte avversa; vince Merola ( con il 50,46%) e per i leghisti, ancor più verdi in viso sono solo Lacreme…bolognesi! E da Merola a Napoli, per associazione di pensiero, il passo è breve. Sorprendente il risultato nel capoluogo campano dove il candidato dell’Idv, De Magistris ha battuto quello del centrosinistra Mario Moricone (27,49% per il primo, solo un 19,17% per l’altro), attestandosi come il vero e unico sfidante del pidiellino Gianni Lettieri (38,5%): in merito a questi dati anche le sorti di Napoli, come Milano, si decideranno al ballottaggio. Lo sfidante che non ti aspetti, dunque, capace di risvegliare, nell’animo partenopeo, quel richiamo alla legalità e alla giustizia da De Magistris sempre decantato; ora la parola passa al difficile e intricato gioco delle alleanze  e già sembrano spuntare i primi dissapori (in particolar modo tra i grillini e il Pd secondo i quali i primi avrebbero tolto voti preziosi al centrosinistra). Infine Torino, dove il candidato Pd, Piero Fassino, è stato eletto, quasi a mo di plebiscito, con il 56.66% dei voti (seppur minore rispetto a quello nelle scorse elezioni del predecessore Chiamparino), confermando la città della Mole vera e propria roccaforte del centrosinistra. Quattro grandi città, quattro grandi sorprese che, in qualche misura, sono lo specchio del malcontento generale dell’intero paese: ora la parola passa ai ballottaggi; che i “balli” abbiano inizio!

 

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