Pd, ok Unioni Civili. Alfano minaccia referendum

Pd, ok Unioni Civili. Alfano minaccia referendum

Via libera all’impianto del ddl Cirinnà: esito unanime dei senatori Pd riguardo le Unioni Civili. In un’assemblea tenuta al Senato, i parlamentari di centrosinistra hanno espresso il loro voto positivo. Voto che però resta ancora lontano dall’intesa sulle stepchild adoption, che esistono in Italia dal 1983 e permettono l’adozione del figlio del coniuge, con il consenso del genitore biologico, solo se l’adozione corrisponde all’interesse del figlio, che deve dare il consenso (se maggiore di 14 anni) o comunque esprimere la sua opinione (se di età tra i 12 e 14). Lo scopo del ddl Cirinnà è quello di estendere questo diritto anche alle coppie omosessuali.

Probabile scrutinio segreto sulle stepchild adoption

“Non siamo interessati, siamo trasparenti”, sottolinea il capogruppo Pd Luigi Zanda incassando un “no categorico” da parte dei senatori Gal e Idea che, assicurando di poter contare sul quorum dei 20 senatori, avvertono: “Siamo pronti a chiedere il voto segreto”. Ed è probabile che, proprio sulla stepchild, lo scrutinio segreto ci sia. Martedì prossimo, infatti, la presidenza del gruppo comunicherà gli emendamenti sui quali è previsto il voto di coscienza, ferma restando un’indicazione di voto di partenza. L’impressione è ci si stia sempre più avvicinando alla proposta di Marcucci e Pagliari che prevedeva un biennio di pre-adozione durante il quale il tribunale, con poteri ben precisi, deve stabilire l’idoneità della coppia a dare una buona educazione e a garantire una sana crescita al minore. Tuttavia, i laici del Pd si sono rivelati poco convinti anche davanti a quest’ultima mozione.

L’UE richiama l’Italia

Proprio in questi giorni in cui il dibattito si fa sempre più acceso tra chi si schiera dalla parte della famiglia tradizionale -il Family Day è alle porte- e chi è a favore delle coppie gay, da Strasburgo arriva un nuovo richiamo del Consiglio d’Europa: “L’Italia riconosca le coppie dello stesso sesso così come stabilito dalla sentenza della Corte europea dei diritti umani del 2015 e come accade nella maggior parte degli Stati membri”, è “l’incoraggiamento” del segretario generale Thorbjorn Jagland. Secondo delle fonti dell’Ansa, dopo il richiamo da parte dell’Unione Europea, da Palazzo Madama, potrebbe arrivare l’ok al ddl Cirinnà già nella prima metà di febbraio.

Alfano minaccia un referendum abrogativo

Ai microfoni del Tg Zero di Radio Capital, il ministro dell’Interno Angelino Alfano: “Un referendum abrogativo nel caso passasse la legge Cirinnà? L’ho messo in conto”. “Penso che a fronte di una così difficile decisione parlamentare, se davvero la legge fosse percepita come un punto di eccesso, in una direzione o nell’altra, potrebbe essere una scelta razionale affidarsi al popolo. Ma è un fatto di domani: per l’oggi c’è una partita parlamentare che può condurre a una direzione di buon senso, che non prevede l’equiparazione al matrimonio e l’apertura alle adozioni”.

“Io penso che servirebbe rafforzare le tutele di persone dello stesso sesso unite in un rapporto sentimentale. Ma sono contrario all’equiparazione al matrimonio, che deve essere composto da un uomo e una donna, e all’adozione, perché un bambino deve avere un papà e una mamma. E ritengo che nella gestione del Pd ci sia stato un errore nell’agganciare la questione delle adozioni al rafforzamento dei diritti patrimoniali. Se ci si fosse limitati a questi, si sarebbe andati abbastanza speditamente all’obiettivo. Non sono ideologico: faccio appello al buonsenso. Penso che vi siano una serie di diritti che vanno garantiti e assicurati ad una coppia, ma al tempo stesso il legittimo desiderio alla genitorialità in coppie dello stesso sesso non equivale a un diritto. Non sono convinto che una famiglia dello stesso sesso sia compatibile con la nostra Costituzione”, conclude Alfano.

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook