Camusso attacca il governo: “Politica del rigore fallita. Lavoro prima di tutto”

Susanna Camusso ha lanciato ieri, dal palco di piazza San Giovanni di Roma, un messaggio chiaro e inequivocabile a governo e parti sociali: “La politica del rigore è fallita. Bisogna mettere il lavoro prima di tutto, altrimenti non si riusciranno mai a mettere a posto i conti dello Stato”.

La leader della Cigl ha anche espresso la sua idea circa la necessità di apportare modifiche consistenti alla legge di Stabilità: “Servono modifiche profonde, perché correzioni di lieve entità non consentirebbero di ridurre le iniquità”.

La folla che ha gremito la piazza romana ha assistito ad un vero e proprio attacco al governo, reo, a detta della Camusso, di non essere riuscito a tirar fuori l’Italia da una “situazione disastrosa”: “il nostro Paese non aveva bisogno di tecnici e professori per ritrovarsi a dover contare mezzo milione di cassaintegrati e mezzo milione di posti persi in tre anni”.

Nel mirino della Camusso è finita la “politica sbagliata”, fatta di finanza anziché di investimento, e la spendig review, che ha coperto i “licenziamenti di massa”. Secondo la leader della Cigl, bisognerebbe utilizzare il miliardo e seicento milioni di euro promessi dal ministro dell’Economia delle Finanze, Vittorio Grilli, per detassare i contratti a tempo indeterminato. Con riferimento al tema dell’istruzione, poi, la Camusso lancia l’appello: “Il Paese deve garantire una scuola effettiva ed efficace».

Quello di ieri in piazza San Giovanni non è stato un corteo, ma una vera e propria giornata non stop con 30 stand regionali e di categoria e con migliaia di rappresentanti (sebbene non siano stati forniti numeri sull’affluenza) accomunati dallo slogan “il lavoro prima di tutto”. Sul palco si sono alternati ricercatori, lavoratori autonomi, dipendenti delle cooperative sociali e operai metalmeccanici che hanno subito in maniera dolorosamente diretta le conseguenze negative della crisi. L’inno di Mameli e Bella ciao, eseguite rispettivamente da Eugenio Finardi e Enzo Avitabile, hanno fatto da colonna sonora all’evento.

Intanto, il ministro del Lavoro Elsa Fornero e il ministro dello Sviluppo Corrado Passera stanno tentando di ripristinare l’accordo sulla produttività, colpevolmente venuto meno nella giornata di giovedì scorso. La Fornero ha espresso l’auspicio di riuscire a trovare un accordo che non sia scritto sull’acqua, mentre Passera si appella alle parti sociali affermando che il governo non può far altro che guardare e chiarire che, al contrario di quanto erroneamente sostenuto da qualcuno, non si vogliono affatto soldi a pioggia.

 

Giuseppe Ferrara
21   ottobre 2012 

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