Fannulloni e licenziamenti, vediamoci chiaro

Fannulloni e licenziamenti, vediamoci chiaro

Approvati i nuovi decreti attuativi, tra cui nuove norme contro i fannulloni

Mercoledì scorso il Consiglio dei Ministri ha dato il via libera ai primi undici decreti attuativi relativi alla riforma della burocrazia. Tra questi ricordiamo il concorso pubblico per mettere a ruolo 63.712 insegnanti; il taglio/fusione delle partecipate; nessun premio ai manager delle partecipate che chiudono i bilanci con risultati negativi e possibilità di revoca dei medesimi; meno poteri alle Regioni nelle nomine dei dirigenti delle Asl; 7000 unità del corpo forestale trasferiti d’ufficio all’Arma dei carabinieri; divisione delle competenze tra le forze dell’ordine: polizia nelle grandi città, carabinieri nel resto del territorio;112 come unico numero per le emergenze; taglio dei tempi delle procedure amministrative; diritto di accesso da parte dei cittadini agli archivi pubblici. Infine, nuove norme relative ai cosiddetti fannulloni.

Cosa prevedono le nuove misure anti fannulloni

Diciamo subito che non ci sarà licenziamento entro le ormai famose 48 ore: il decreto attuativo, infatti, prevede che il dirigente – scoperta e provata la truffa architettata dal dipendente pubblico – sospenda il fannullone dal servizio e dallo stipendio entro 48 ore. Il licenziamento arriverà comunque entro un mese; il lavoratore assenteista dovrà essere licenziato (o reintegrato se ritenuto non colpevole) e rischierà di dover pagare una multa equivalente a 6 mesi di stipendio. Se il dirigente non prenderà provvedimenti contro il dipendente fannullone, rischierà lui stesso multa e licenziamento (responsabilità erariale per danno di immagine).

Brunetta: le leggi contro i fannulloni le ho introdotte io, Renzi e Madia non sono credibili

Renato Brunetta, padre della riforma della PA (decreto legislativo  n. 150  del 27 ottobre 2009) ha espresso perplessità sulla riforma Madia accusando anche il presidente del Consiglio: «Gli impiegati che non lavorano si possono già mandare a casa sulla base delle leggi che già ci sono e che ho fatto io. Ci vuole la volontà politica, bisogna abbattere la connivenza dei dirigenti, la connivenza politica e la connivenza sindacale. Tutte queste cose si fanno con la volontà politica». L’ex ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione ha poi osservato che «quando era presidente della provincia di Firenze e da sindaco, Renzi non ha applicato la riforma Brunetta». Il primo ministro e la Madia, ha proseguito ancora Brunetta, sulla questione dell’assenteismo «non sono credibili»; all’inizio si era parlato di possibilità di licenziare i cosiddetti fannulloni in 48 ore, mentre «ora si parla di sospensione». Renzi e Madia, conclude, «dicono cose che suonano bene ma i testi dei decreti non esistono».

Cosa accade nel frattempo?

Se da un lato Brunetta esprime forti dubbi in merito alla riforma Madia, dall’altro il governo sembra voler accelerare sulla questione, come testimoniato anche dal licenziamento del vigile in mutande del Comune di Sanremo, che si aggiunge agli altri 4 dipendenti fannulloni licenziati. La riforma Madia prevede norme più stringenti per i dirigenti (multa e licenziamento) rispetto a quelle precedenti introdotte da Brunetta e ciò potrebbe fungere da pungolo nei confronti dei dirigenti lassisti che finora hanno chiuso più di un occhio.

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