Lombardia, grazie a Renzi futura pattumiera d’Italia

Lombardia, grazie a Renzi futura pattumiera d’Italia
inceneritore

Non manca molto all’approvazione finale del decreto attuativo dello Sblocca Italia, e il consigliere regionale del M5S Lombardia, Gianmarco Corbetta, non si arrende e continua la sua denuncia riguardante il prossimo arrivo negli inceneritori lombardi di ben oltre 500 mila tonnellate di rifiuti di altre regioni. Per Corbetta non solo sarebbe un danno gravissimo per l’ambiente, più uno “sblocca cancro” che uno “sblocca Italia”, ma anche un gravissimo danno economico per le comunità dalle quali arrivano i rifiuti: «Pagherebbero infatti per l’incapacità delle loro classi politiche locali di mettere in piedi un sistema di gestione virtuosa dei rifiuti. Il Governo Renzi, come sempre prontissimo a fare gli interessi della lobby degli inceneritori, ha adottato una soluzione semplicistica e sbagliata a fronte di un problema complesso che richiederebbe maggiore attenzione e competenza, esautorando le funzioni delle Regioni e violentando i territori con una imposizione barbara e autoritaria».

La Lombardia si arrende al piano “cancrovalorizzatore” di Renzi?

Corbetta punta il dito anche contro la Regione Lombardia, che prima ha approvato un piano di decommissioning degli impianti di incenerimento, facendo ricorso alla Corte Costituzionale per quanto riguarda appunto il presunto arrivo in Regione Lombardia dei rifiuti provenienti dalle altre regioni, per poi arrendersi pacatamente al piano “cancrovalorizzatore” di Renzi. Piccole guerriglie verbali, dichiarazioni paventate dall’Assessore al Bilancio Garavaglia, a suon di «noi non accetteremo che arrivino rifiuti da altre regioni. Piuttosto boicottiamo gli impianti», fino alla resa silente di fronte all’incedere inarrestabile renziano.
Per Corbetta, le colpe sono ben distribuite tra Renzi e Maroni, uno perché si impone, l’altro perché «non ha fatto nulla per attuare il piano di dismissione degli inceneritori lombardi, proposto dal M5S e approvato da tutte le forze politiche nell’autunno del 2013. Ha rinunciato alla programmazione degli impianti di gestione dei rifiuti, che gli spetta per legge, ancor prima che arrivasse Renzi ad imporre i rifiuti da fuori regione». A suo parere ci vorrebbe più coerenza da parte dell’assessorato all’ambiente che, a suo dire, rimane nei fatti succube delle scelte di Roma.

Lombardia, terra dei fumi

«Lombardia, terra dei fumi», questo il futuro prossimo condiviso anche dalle ulteriori regioni virtuose da un punto di vista economico e ambientale che, come la Lombardia, hanno raggiunto una completa autosufficienza nella gestione dei rifiuti, grazie all’educazione ambientale dei cittadini che la abitano. E nonostante il no di cinque regioni (Lombardia, Marche, Umbria, Abruzzo e Molise) al cosidetto “decreto inceneritori”, è bastato il sì delle altre quindici per far procedere il Governo nella linea pro-inceneritori, con previsione di nuovi impianti. L’Italia rimane in questo modo un Paese con il fumo negli occhi, oltre che nei polmoni. Infatti, almeno il 25% del peso dell’immondizia bruciata finisce nell’aria come diossine, furani e Pcb, oltre ad essere necessario lo smaltimento delle ceneri residue, trattate come rifiuto speciale. Inoltre la produzione di energia da parte degli inceneritori rimane ancora un lusso pagato a prezzi elevatissimi.

Si configura lo scenario di un vero e proprio scempio ambientale, con un Governo abile dribblatore che di fatto ha deciso di scavalcare i no delle cinque regioni stabilendo fantasmagoricamente delle aree macroregionali per i rifiuti. Cosa significa questo? Che dall’Emilia Romagna in su non saranno necessari ulteriori inceneritori, dato che la Lombardia ha una capacità di smaltimento in grado di digerire anche i rifiuti altrui. Beffa nella beffa, i gestori degli impianti dovranno versare 20 euro per ogni tonnellata di rifiuto urbano di provenienza extraregionale, dato che questi sono considerati speciali. La Lombardia si trasformerebbe così in una efficientissima pattumiera d’Italia, pagando le inettitudini altrui, di gestione, politiche e amministrative, nonostante la propria efficienza interna, faticosamente raggiunta. Un’autosufficienza guadagnata, alla quale non si vuole rinunciare.

La Lombardia paga le spese dello “Sblocca Italia”

Il Governo Renzi è riuscito così nell’impresa di rendere l’inceneritore “strategico”, ma per Gianmarco Corbetta, «gli inceneritori sono piaghe sanitarie e ambientali, non c’è futuro senza una corretta gestione dei rifiuti (raccolta differenziata spinta e impianti di gestione a freddo del rifiuto residuo). Tumori al polmone, malattie cardiache e pneumologiche; i recenti dati di Arpa Piemonte sul forno di Vercelli ci dicono che l’incidenza di problemi sanitari per chi vive vicino agli inceneritori è insostenibile. Da qui la necessità di ridurre il numero di inceneritori fino alla loro chiusura visto che in Lombardia ne abbiamo troppi, la sovracapacità di incenerimento è oltre le 500 mila tonnellate all’anno. Nella nostra regione eravamo sulla strada giusta. Purtroppo il Governo Renzi con lo Sblocca Italia ha dato il via libera all’incenerimento indiscriminato: nuovi inceneritori in varie parti d’Italia e l’arrivo di rifiuti in Lombardia da altre regioni. La Lombardia deve fare di più, non bastano le parole».

Renzi autorizza impianti che saranno pronti fra 5 anni e rimarranno in funzione per 30, e si barrica erroneamente dietro ad una direttiva Ue del 2008 che prevede invece discarice ed inceneritori solo come ultima spiaggia, prediligendo soluzioni meno inquinanti come riduzione dei rifiuti, raccolta differenziata, riuso, riciclaggio e impianti Tmb (un trattamento “a freddo” che riduce ulteriormente la parte di rifiuti non riciclabile).

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook