Primo “calcio” al nucleare!

di Federico Cirillo

Il quorum è servito: già nella prima giornata, infatti, nell’isola sarda, è stato raggiunto e superato il 33% dei votanti (presenza minima necessaria), facendo, così, esplodere l’entusiasmo di tutte le associazioni impegnate per la raccolta firme pro referendum – in primis Sardigna Natzione e il suo leader Bustianu Cumpostu, raggiante nel commentare questo enorme successo.

Un messaggio forte e chiaro all’intera nazione, quello che la Sardegna ha voluto inviare tramite urna, un segnale che ribadisce la volontà di allontanare l’incubo del nucleare e le sue centrali che il governo nazionale già immaginava sorgere, come ovoli malefici, su tutto il territorio (di recente infatti, proprio l’isola era stata designata come zona geologicamente ideale per l’installazione di centrali). I mori, dunque, alzano la benda e, agguerriti come al solito, rispondono fermamente a questo primo referendum consultivo – l’ultima parola spetterà comunque all’esecutivo  – mandando alle urne, in 7 provincie, più del numero minimo consentito, preparandosi al match ufficiale del 12 e 13 giugno, quando, si spera, tutta l’Italia sarà chiamata ad esprimere la propria opinione sia sulle centrali nucleari che su altri 3 importanti temi (dalla privatizzazione dell’acqua pubblica, al legittimo impedimento). A dare conferma della soddisfazione, anche il governatore Ugo Cappellacci, che già sul referendum aveva fatto una scelta di campo (<< votare si per tenere alla larga dall’isola centrali e siti di stoccaggio>>) che così commenta l’ottimo risultato raggiunto nel giro di poche ore: <<Con questo pronunciamento il popolo sardo dice che intende scegliere, che la nostra isola non accetta scelte calate dall’alto e che intende invece proporsi come modello da seguire a livello nazionale e internazionale>>. Alle parole del governatore fa eco la gioia dei promotori per il SI che elogiano la scelta dei sardi e il loro vivo orgoglio mostrato a difesa dell’isola. Avanti Sardignia con il cuore e con il quorum dunque: l’isola ha dato il via, ora tocca all’Italia.

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