Leopolda, Renzi attacca la stampa: ‘parla d’altro’. Risponde l’Fnsi

Leopolda, Renzi attacca la stampa: ‘parla d’altro’. Risponde l’Fnsi

Matteo Renzi è polemico con la stampa; all’indomani della chiusura dell’incontro alla Leopolda, in cui ha espresso disprezzo per coloro che “strumentalizzano la morte” (clamoroso autogoal osservando quest’immagine), Aylan-Renziil primo ministro ha bacchettato i media e i giornali accusandoli di parlare di “altro” rispetto ai contenuti del meeting: “Gli italiani hanno voglia di luoghi in cui è possibile discutere, confrontarsi, ascoltare proposte. Sui giornali, come sempre, si è parlato di altro: soprattutto di banche. Ormai è una caratteristica della Leopolda: mentre i partecipanti discutono di politica, i media affrontano solo ciò che può essere “vendibile” dai giornali. Quest’anno le banche, lo scorso anno il rapporto con la CGIL, due anni fa lo scontro nel PD, tre anni fa il potere della finanza. Sono le regole della comunicazione e noi le rispettiamo. Ma questo non toglie che siano stati tre giorni fantastici, pieni di idee, sogni e progetti”.

Le dichiarazioni di Renzi hanno provocato la reazione della Federazione della Stampa che, attraverso le parole del segretario Raffele Lorusso ha espresso profondo sdegno per la ‘gara’ allstita alla Leopolda per decretare la peggior prima pagina tra il Fatto Quotidiano, Il Giornale e Libero: “Mettere alla berlina i giornali e i giornalisti scomodi, agitando bavagli più o meno mascherati, è tipico dei regimi. L’iniziativa del presidente del Consiglio dei ministri, Matteo Renzi, di redigere la classifica di quelle che, a giudizio suo e dei suoi sostenitori, sono le peggiori prime pagine dei giornali italiani, qualifica chi l’ha proposta e si inserisce nella peggiore tradizione della politica italiana”.

Secondo il segretario Lorusso “dall’editto bulgaro di Berlusconi alle scomuniche di Beppe Grillo, fino ad arrivare all’ultima sortita del presidente Renzi, solo per restare ai casi più recenti, c’è un filo rosso che attraversa trasversalmente la politica italiana: l’avversione alla stampa non allineata al potere in carica. Politici e governanti devono farsene una ragione: una stampa libera è il presupposto di qualsiasi sistema democratico e chi tenta di asservirla o di ridurla al silenzio perde soltanto il proprio tempo. Va comunque tenuta alta la guardia sui sempre più frequenti tentativi di intimidazione ai giornalisti da parte di esponenti della classe politica, evidentemente allergici alla circolazione delle idee e delle notizie”.

Nella sua lunga nota, il primo ministro ha poi aggiunto che il prossimo anno saranno organizzate “lo stesso giorno, alla stessa ora, in mille città assemblee di discussione in vista del referendum costituzionale. Perché c’è bisogno di luoghi in cui si parla di politica senza urlare, senza gridare, senza strumentalizzare. È sempre bello ritrovarci e sapere che in tutte le parti d’Italia ci sono donne e uomini che lottano insieme per un Paese più semplice e più giusto. È sempre bello ritrovarci e sapere che c’è ancora chi pensa che la politica non sia una parolaccia. È sempre bello ritrovarci e scoprirci capaci di far cambiare le cose: le riforme realizzate in questo anno dimostrano che il nostro destino non è la rassegnazione, ma un’Italia facile e felice. Per capire le emozioni della Leopolda bisogna parteciparvi. Appuntamento al 2016, allora. E un grazie di cuore ai volontari: una volta di più hanno dimostrato la bellezza di sentirsi parte di una comunità”.

Non è tutto. Un paio d’ore più tardi e una catasta di invettive sotto alla sua nota, Renzi ha voluto sottolineare personalmente la bontà dell’operato del suo esecutivo: “Il nostro governo è quello che ha ottenuto più risultati nella storia italiana nella lotta contro l’evasione. Lo dico numeri alla mano. Lo dico consapevole che su questo tema in tanti criticano. Ma mentre loro criticano, noi facciamo. E voglio raccontarvi un dettaglio della nostra strategia. Un dettaglio, solo uno. Ci sarà tempo per tornare sui risultati della Voluntary che hanno riportato in Italia oltre quattro miliardi di euro dalla Svizzera e da altri Paesi simili. Oltre quattro miliardi! Poi uno dice: Come ha fatto Renzi ad abbassare le tasse sulla casa e sul lavoro? Semplice, facendo pagare chi non aveva pagato prima. E ci sarà tempo anche per vedere i risultati del gettito fiscale di quest’anno (che cresce in misura superiore alla crescita del PIL): segno evidente che aumenta il gettito perché si riduce l’evasione. Ma c’è un dettaglio di cui voglio parlarvi. Vi ricordate quando vi ho raccontato che grazie alla dichiarazione dei redditi precompilata avevamo individuato oltre 200 mila italiani che si erano…dimenticati di pagare le tasse? In passato era molto difficile “scovare” queste persone. Grazie al nostro nuovo sistema, adesso basta un clic e ti si apre l’elenco di questi nostri concittadini. E non importa scatenare la guardia di finanza. Basta mandare una letterina dicendo: Signori, potete cortesemente controllare? Con gentilezza. Le maniere forti, se servono, arriveranno dopo. Finale della storia? Quando ancora non siamo a metà dicembre 42.378 cittadini hanno inviato – con una piccolissima penale – la loro dichiarazione. Il che significa che non solo recupereremo diversi soldini, ma soprattutto che questo modello diverso di rapporto fisco-cittadino funziona. Riprendere i soldi dalla Svizzera, il reverse charge in alcuni settori, lo Split Payment per i pagamenti della pubblica amministrazione, il 730 precompilato. Chi conosce le regole sa che nella battaglia contro l’evasione fiscale abbiamo fatto passi in avanti da gigante. Del resto era nostro dovere. Tutti lo dicevano, noi lo facciamo. Perché la verità è che l’unico modo per abbassare le tasse – cioè pagare meno – è pagare tutti. Il giusto, ma tutti. Lo stiamo facendo, forse davvero per la prima volta in modo sistematico e i risultati si vedono: via l’Imu e la Tasi sulla prima casa (il 16 dicembre sarà l’ultimo giorno in cui verranno pagate, il funerale di una tassa insopportabile), via l’Irap costo del lavoro, via le tasse sull’agricoltura, credito di imposta per il sud, bonus super-ammortamenti, 80 euro. C’è chi urla e sbraita. E chi porta a casa i risultati”.

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