Consulta, Grasso e Boldrini: ‘Il tempo è scaduto’

Consulta, Grasso e Boldrini: ‘Il tempo è scaduto’

La prossima votazione per eleggere i tre giudici della Corte Costituzionale di nomina parlamentare si terrà lunedì 14 dicembre alle 19; ad annunciarlo il presidente del Senato Pietro Grasso a seguito dell’incontro con Laura Boldrini; un rendez-vous in cui è stato inoltre deciso di accelerare i tempi – passando a votazioni giornaliere, “compatibilmente con l’agenda” – se anche il trentesimo tentativo di nomina andrà a vuoto.

Finalmente, dopo mesi e mesi d’inutili andirivieni nei ‘vespasiani’ (così li definì Grillo) dell’Aula, i presidenti di Camera e Senato hanno preso atto della vergognosa situazione di stallo che i partiti hanno generato e continuano ad alimentare mentre il Paese chiede velocità d’azione e risposte concrete. Come sottolineato da Grasso “Il Parlamento non può mettere a rischio la funzionalità di un importante organo costituzionale come la Consulta” e la mancata elezione “sta dando una brutta immagine delle istituzioni rappresentative della politica”.

Forti delle parole del presidente Grasso possiamo parlare tranquillamente di situazione vergognosa, generata da una politica che non tiene conto dei messaggi che il legislatore ha inserito nelle modalità di elezione cioè nella segretezza del voto e nella maggioranza dei 3/5. Nel caso in esame, il voto segreto servirebbe a tutelare la volontà del singolo mettendolo a riparo da possibili rappresaglie di partito. La maggioranza dei 3/5, data la sua ampiezza, indica la volontà del legislatore di far convergere i parlamentari verso personalità largamente condivise dall’Aula, operazione che diviene più agevole quando i nomi dei futuri giudici vengono pescati lontano dalla politica e dai meri interessi di partito, che finora hanno prevalso.

Personaggi super partes dunque, proprio quelli che l’Assemblea non ha preso in considerazione e che il ministro Boschi auspica – alla buonora – di poter eleggere: “Dipende dalla responsabilità dei gruppi nell’individuare candidature con legittimazione ampia per essere molto rappresentative e quindi super partes. E’ quello che ci stiamo impegnando a fare con la scelta di nomi autorevoli”. Che l’impegno sia tardivo lo ha evidenziato anche la presidente Laura Boldrini: “Il tempo è scaduto. Il Parlamento non può rischiare di ostacolare, per le proprie inadempienze, il regolare funzionamento della Consulta. Mi auguro che i prossimi giorni siano impiegati dalle forze politiche per costruire finalmente un’intesa capace di portare all’elezione dei tre giudici mancanti. Qualora neanche la seduta del 14 dovesse risultare decisiva, procederò – compatibilmente con gli importanti temi all’ordine del giorno dell’Aula – a convocazioni quotidiane alle ore 19”.

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